Bonetti: "Meloni? Polemica gratuita, fare premier non significa rinunciare a essere mamma"

(Adnkronos) - Una polemica "gratuita e ingiusta", accesa da chi pretende di interferire nelle scelte educative altrui e che ha come effetto di annullare l'occasione per discutere sul come rinforzare gli strumenti in aiuto delle famiglie e delle donne che vogliono conciliare lavoro e maternità. E' il parere che Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia nei governi Conte e Draghi, esprime in un'intervista all'Adnkronos sull'acceso contrasto scaturito dalla decisione della premier Giorgia Meloni, di portare con sé a Bali, dove si è svolto il G20, la figlia Ginevra.

Una scelta contestata ma che, a parere di Elena Bonetti, ha innescato "una polemica del tutto gratuita e ingiusta, che entra in scelte personali e educative che devono rimanere esclusivamente in capo ai genitori – in questo caso la presidente Meloni e il suo compagno – e sulle quali l’opinione pubblica non ha diritto di entrare".

Ma è legittimo che una donna presidente del Consiglio rivendichi il diritto di portare al lavoro con sé la figlia o è un privilegio che altre donne-lavoratrici non possono permettersi? "È chiaro - replica l'ex ministro della Famiglia - che qui non si sta trattando di portare un figlio nel luogo di lavoro, dentro la riunione del Consiglio dei Ministri o in una riunione con altri Capi di Stato, ma significa permettere a una donna, che ha un incarico di responsabilità grande, di poter condividere anche tempi di vita con i propri figli nelle condizioni di impegno totalizzante in cui si trova".

"Questo diritto di piena armonizzazione - argomenta ancora Bonetti - va garantito e i diritti vanno garantiti a tutti, in un atteggiamento di pluralismo, di aggiunta e non di sottrazione: oggi l’impegno deve essere di garantire a tutte le donne la possibilità di portare avanti, qualsiasi lavoro facciano, la loro scelta di essere madri insieme a quella dell’essere lavoratrici. Per questo non basta, però, la semplice scelta della madre: bisogna far sì che ci sia un sistema di congedi paritari tra padri e madri, di servizi, di tempi e di luoghi del lavoro che si adeguino per tutelare questo diritto. Anche per questo abbiamo fatto la riforma del Family Act".

Tuttavia la polemica rischia di offuscare un tema irrisolto: come conciliare il diritto alla maternità con il diritto al lavoro. E' cosi? "È così - conferma la deputata di Iv Azione - Questa polemica coglie esattamente un vulnus del nostro sistema socio-culturale: per troppi anni abbiamo portato avanti un modello di maternità che non poteva conciliarsi con il lavoro e, al tempo stesso, un modello di lavoro non conciliabile con la scelta di essere madre.

"La nostra sfida, che in questi anni ho portato avanti, è di restituire la completa libertà alle donne di potersi realizzare pienamente come madri e come lavoratrici, senza essere costrette a scegliere una delle due opzioni. Questa libertà deve essere, ovviamente, tutelata da norme e prassi che la garantiscano pienamente. Questo è stato l’impegno nel Family Act in particolare e nella Strategia nazionale per la parità di genere".

Il governo Meloni ha messo la famiglia e la genitorialità al centro dei propri programmi, cosa si aspetta che faccia in questa legislatura? "Che applichi la legge del Family Act attraverso i decreti attuativi e che porti avanti e raggiunga gli obiettivi previsti dalla Strategia nazionale per la parità di genere. La Presidente dice che serve un piano per la natalità e il lavoro femminile: il piano c’è ed è il Family Act, che è già legge e va pienamente attuato, come anche sollecitato dal Presidente Mattarella.

"Già nella prossima legge di bilancio mi aspetto che ci siano i finanziamenti previsti. Colgo segnali in questa direzione da parte della Ministra Roccella, che si impegna a dare piena attuazione e continuità a questi atti normativi. Ricordo che si tratta provvedimenti votati dall’intero Parlamento e, in quest’ottica di trasversalità, mi aspetto che il Governo semplicemente dia continuità e attuazione a questi impegni", conclude Bonetti.