Bonino: discorso Conte conferma ragioni di opposizione +Europa

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Roma, 9 set. (askanews) - "L'intervento del Presidente del Consiglio Conte alla Camera ha confermato le ragioni della decisione di Più Europa di collocarsi all'opposizione, ragioni che illustrerò domani al Senato". Lo scrive su Twitter la senatrice di Più Europa Emma Bonino.

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    Il figlio di Paolo Bonolis, Davide, si è recato in ospedale per essere sottoposto ad un'operazione di routine.

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    Durante il processo per la strage di Erba, alcune intercettazioni non sono state messe a disposizione della difesa, che adesso ne chiede l'accesso.

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    Virus Cina: docente cinese in Italia, 'virus fa paura e alimenta razzismo'

    "Il giocatore 13enne di calcio a cui viene augurato di prendere il virus, la studentessa sul treno che riceve sputi e così via. Il dramma del coronavirus preoccupa le persone di origine cinese come italiani e tutti, ma ciò non giustifica intolleranza e violenza di ogni sorta". Lo scrive su Twitter Lala Hu, docente cinese di marketing all'Università Cattolica di Milano e collaboratrice del 'Corriere della Sera' che con l'hashtag Sinofobia lancia l'allarme razzismo collegato alla paura del nuovo virus. "Non sono preoccupata per me o altri che hanno sviluppato anticorpi al razzismo - scrive Hu - ma per chi non ha strumenti per difendersi. In Altopolesine - ricorda la docente - 2 fratellini non possono andare a scuola nonostante siano risultati sani perché i genitori dei compagni 'non vogliono bambini cinesi'". E poi, in un altro tweet aggiunge una testimonianza personale: "Sul Frecciarossa dopo aver tenuto una lezione ad Ancona, mi faccio strada nella carrozza per scendere. Alla mia vista - racconta Hu - 2 passeggere ridacchiano e fanno commenti. Dico loro che sono ignoranti e dovrebbero vergognarsi. Si meravigliano che io possa capire e ribattere".

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    Durante il confronto con lei nella casa del GF Vip, Antonio Zequila ha rievocato il flirt avuto anni fa con Valeria Marini.

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    Dopo la vittoria alle elezioni regionali in Calabria del 2020, Jole Santelli dovrà ora affrontare una battaglia più dura: quella contro la malattia.

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    Caso Desiree, il papà: "Ho cercato di salvarla, non ho potuto"

    "Ho cercato di salvarla ma non ho potuto fare niente". Lo ha detto in lacrime il padre di Desiree Mariottini, Gianluca Zuncheddu, sentito al processo sulla morte della 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita il 19 ottobre del 2018 all’interno di uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma. Davanti ai giudici della III corte d'Assise, l'uomo ha riferito di aver notato un cambiamento in Desiree e di averle trovato una carta stagnola bruciata, ma di non aver potuto fare nulla anche a causa del divieto di avvicinamento che aveva verso l'ex compagna e madre della ragazza.  Sul banco degli imputati, per la morte della giovane, ci sono 4 cittadini africani, Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe, accusati di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. In un'udienza a porte chiuse durata molte ore, sono stati sentiti oggi anche il medico legale che ha svolto l'autopsia e l'anamopatologo, il quale ha confermato lesioni compatibili con una violenza sessuale. Infine è stato ascoltato anche il nonno di Desiree, l'ultimo della famiglia a vederla in vita: l'uomo ha riferito di averla accompagnata da un'amica ma poi la 16enne ha telefonato - non dal suo cellulare - a casa per dire che non sarebbe tornata e che si fermava a dormire fuori.

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    Sanremo 2020, Niente resilienza 74 di Rita Pavone: testo e significato

    Rita Pavone torna al Festival di Sanremo 2020 dopo 48 anni: la canzone che porta in gara si intitola "Niente (resilienza 74)". Il testo e il significato del brano.

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    Niente televisione, niente Youtube, niente Netflix, niente videogame.

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    Turisti cinesi insultati e presi a sputi a Venezia

    Dei ragazzini insultano e sputano su una coppia di turisti cinesi a Venezia. La dichiarazione della vittima: "Sono rimasto davvero scioccato".

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    Morto Kobe Bryant: la Lega lo ricorda scrivendo “Borgonzoni Presidente”

    L'account ufficiale della Lega ha ricordato Kobe Bryant, morto tragicamente in un incidente aereo, twittando l'BorgonzoniPresidente.

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    Giornalista morta di malaria: Agrigento piange Loredana Guida

    Loredana Guida, giornalista siciliana, è morta dopo essere stata colpita da una forma di malaria terzana maligna.

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    Audi RS 6 Avant, la gioia dei preparatori

    Quando la personalizzazione non ha limiti, si può arrivare fino a 786 CV

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    Grande Fratello Vip: lite tra Paola Di Benedetto e Fernanda Lessa

    Un lunedì mattina di fuoco tra Paola Di Benedetto e Fernanda Lessa, la quale pare non abbia gradito alcuni toni usati dall'ex Madre Natura

  • Chi sono i "dubbiosi" sul pontificato di Papa Francesco
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    Chi sono i "dubbiosi" sul pontificato di Papa Francesco

    Il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, li ha indicati come i responsabili del "distruttismo" che agita in queste giornate tormentate la Chiesa cattolica. Quell'atteggiamento, vale a dire, che tende a segare alla radice i tentativi di rinnovamento della comunità e magari anche dei semplici tentativi di capirsi e spiegarsi vicendevolmente al suo interno, come dovrebbe essere in qualsiasi agape.Loro però spesso si difendono ribadendo che la loro è solo affezione filiale alla Chiesa, e che ci sono dei dubbi espressi questi esistono per via della scarsa chiarezza delle posizioni dottrinarie dello stesso Papa. Insomma, la Chiesa è troppo amata per lasciarla in mani giudicate deboli. Solo una piccola parte arriva a posizioni sedevacantiste, vale a dire di non riconoscimento della persona di Bergoglio come legittimo Papa della Chiesa Cattolica.I tradizionalisti vengono una volta per tutte allo scoperto con una lettera firmata, il 19 settembre 2016, da ben quattro cardinali: Walter Brandmueller, Raymond L. Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner. Chiedono spiegazioni su alcuni aspetti dell'enciclica "Amoris Laetitia", che a loro dire ha creato difficoltà interpretative e confusione all'interno della Chiesa. Le chiamano, queste loro perplessità, "Dubia", alla latina. Un termine che ha fatto scuola.In Italia il fronte tradizionalista fa capo alla Fondazione Lepanto del professor Roberto De Mattei e a Tradizione, Famiglia e Proprietà di Julio Loredo: l'universo tradizionale è molto composito. Inutile dire che si tratta di una realtà composita, in qualche modo proteiforme, che agisce sia nel campo dei rapporti umani diretti, sia con grande disinvoltura sul web, dove contano su contatti a livello internazionale.Siti come Lifesite sono i loro interlocutori naturali e ricorrenti. Nell'aprile dello scorso anno definirono Francesco "eretico". A novembre hanno promosso una raccolta di firme nella quale condannano "gli atti sacrileghi e superstiziosi" che Jorge Mario Bergoglio avrebbe commesso durante il recente Sinodo sull'Amazzonia. Il riferimento è al caso della Pachamama, rappresentazione della Madre Terra nella cultura indio la cui effigie venne portata oltre le Sacre Mura in occasione del sinodo sull'Amazzonia. Insieme a Bergoglio mettono in guardia coloro che seguono il Papa dal rischio della "dannazione eterna".Dei quattro cardinali autori dei Dubia sulla linea di Bergoglio, Caffarra e Meisner sono deceduti. Burke ha rilasciato di recente una sibillina intervista alla testata americana The Wanderer. Come ai tempi di Liberio I e di Anastasio di Alessandria, bisogna essere pronti ad un lungo cammino di sofferenza nel nome della verità, ha detto.Secondo lui Liberio scomunicò Anastasio per una decisione politica (non voleva dispiacere all'imperatore). Chi sia l'uomo che lancerà la scomunica per amor di politica, chi sarà il santo vescovo destinato agli onori degli altari dopo una lunga prova è cosa da affidare alle interpretazioni personali. Da parte sua Brandmueller, amico di vecchia data di Benedetto XVI, che nei confronti del Sinodo panamazzonico ha avuto espressioni come "apostasia" ed "eresia".Un altro porporato che si è distinto per oltranzismo dottrinale è l'olandese Willem Jacobus Eijk, i cui stralisi dirigono contro l'intercomunione con i protestanti. Il vescovo Athanasius Schneider è forse il più attivo tra i presuli critici del corso attuale. L'attuale vescovo ausiliare di Astana, in Kazakhstan, non è favorevole a quella che vede come una equiparazione gerarchica tra confessione religiosa cristiano-cattolica e confessione religiosa islamica, che sarebbe presente nel documento che il Papa ha sottoscritto nel febbraio scorso con l'imam di Al-Azhar.Discorso a parte per l'ex nunzio apostolico a Washington, Carlo Maria Viganò. L'eco del suo memorandum di dodici pagine con cui ha domandato le dimissioni del Santo Padre circola ancora su alcune fonti tradizionaliste. Secondo le sue accuse, il Pontefice sarebbe stato avvertito per tempo della situazione creata dagli abusi dell'allora vescovo della capitale americana, McCarrick, e non avrebbe fatto niente.In una intervista ad una televisione messicana, Papa Francesco lo ha accusato di dire falsità. La questione Viganò (il quale pare sia stato visto a Monaco di Baviera a metà gennaio, con tanto di barba lunga, a manifestare contro la Chiesa aperturista) sarà affrontata da un dossier che sarà pubblicato a giorni in Vaticano.

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    Askanews

    Meteo, clima impazzito: farà sempre più caldo

    L'alta pressione acquisterà sempre più vigore

  • “Il leghista ha mobilitato contro di sé elettori che non votavano più”, dice Casini
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    AGI

    “Il leghista ha mobilitato contro di sé elettori che non votavano più”, dice Casini

    “Questo è un successo che si deve soprattutto a Bonaccini. La citofonata di Salvini, conoscendo il buon senso degli emiliani, è stata un autogol”. È sicuro l'ex presidente della Camera dei deputarti Pier Ferdinando Casini nel giudizio sull'esito elettorale emiliano nel corso di un'intervista a La Stampa.Dunque, per l'ex presidente dell'Aula di Montecitorio, “l'idea che il buongoverno, l'amministratore serio, non conti niente perché prevale la politica spettacolo, è stata smentita” perché si è trattato di “un voto su come è stata amministrata la regione” e l'idea di “evocare la liberazione dell'Emilia-Romagna poteva andare bene in un'epoca post-ideologica” come per altro già fatto da Guazzaloca vent'anni fa quando espugnò il Comune di Bologna nel nome di Silvio Berlusconi.Poi Casini riflette e aggiunge: con questo risultato e questa sconfitta Salvini ”sporca la sua immagine di leader vincente. Ma attenzione – avvisa – Salvini non è sconfitto”, lui ha solo polarizzato “convinto che giocasse a suo favore”. E invece? “In realtà ha mobilitato una marea di elettori che probabilmente non sarebbero nemmeno andati a votare” e il dato da tenere presente, secondo l'ex presidente della Camera dei deputati, “è che tutti i moderati che si sono avvicinati e che hanno sostenuto Bonaccini sono stati la migliore risposta”.“La stampa continua a parlare di centrodestra – è la lettura conclusiva del voto di ieri da parte di Casini – ma non c'è più il centrodestra: c'è la destra. E questo vuole dire che se il centrosinistra presenta persone ragionevoli come Bonaccini, i moderati sono pronti a votarla...".

  • Qc Terme Milano: il paradiso del benessere in zona Porta Romana
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    Qc Terme Milano: il paradiso del benessere in zona Porta Romana

    Un vecchio tram adibito a sauna e tante piscine riscaldate: tutte le informazioni sull'oasi termale nel pieno centro di Milano.

  • Storia del medico di Saronno che si fece angelo della morte
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    Storia del medico di Saronno che si fece angelo della morte

    Un medico dell'ospedale di Saronno e un'infermiera uniti da una relazione amorosa clandestina che hanno ucciso quattro pazienti anziani e il marito di lei. È questo il nucleo originario delle accuse che portano in carcere, il 29 novembre 2016, Leonardo Cazzaniga, e Laura Taroni nell'inchiesta 'Angeli e Demoni' condotta dalla Procura di Busto Arsizio. Le indagini poi si amplieranno fino a ipotizzare 15 omicidi: dodici di pazienti in corsia e tre di familiari (il marito, la madre, il suocero) della donna. Per dodici di queste morti Cazzaniga è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario e condannato all'ergastolo più tre anni di isolamento diurno.Il processo diventa l'aspra rappresentazione di due visioni incompatibili: quella dell'ex viceprimario che sostiene di avere agito "nel tentativo di rendere dignitosa la morte per morti indegne, volente e disumane" e quella della procura e degli avvocati di parte civile secondo i quali il medico uccise per "delirio di onnipotenza", scegliendo una terza via non accettabile tra l'accanimento terapeutico e l'abbandono del paziente. La strada di un "angelo della morte" come lui stesso si definiva, in preda a demoni che l'avrebbero portato a scegliere tra il bene e il male, cancellando il giuramento di Ippocrate in un ospedale di provincia della regione considerata un modello nell'assistenza ai malati. L'inizio delle indaginiLe indagini erano partite nel 2014 dopo che un'infermiera del pronto soccorso, Clelia Leto, si era presentata ai carabinieri raccontando del 'protocollo Cazzaniga': un sovradosaggio, in rapida successione, di morfina e farmaci anestetici e sedativi applicato ai pazienti anziani affetti da diverse patologie che venivano ricoverati a Saronno. Cazzaniga, 60 anni, e Taroni, di 20 più giovane, finiscono in carcere due anni dopo con l'accusa di omicidio volontario di quattro pazienti e del marito di lei, Massimo Guerra.L'uomo, possibile ostacolo alla relazione extraconiugale, muore il 30 giugno 2013 dopo essere stato indotto a credere di essere stato malato di diabete e 'finito' con la stessa sequela di farmaci usati per i malati terminali. Tra le ragioni che avrebbero scatenato la furia omicidia di Laura Taroni, ci sarebbero state anche questioni legate all'eredità del consorte. Questo parrebbe emergere da un'intercettazione del 20 maggio 2015, in cui lei "sfoga la sua rabbia, dicendo di avere un'irrefrenabile voglia di uccidere 'uno di loro', cioè uno dei parenti del marito defunto".Gli inquirenti sequestrano e analizzano una cinquantina di cartelle cliniche, mentre arrivano altre segnalazioni di morti sospette. Si indaga su un'altra quindicina di persone accusate di omessa denuncia, favoreggiamento e falso ideologico per avere creato una rete di omertà a protezione dei due presunti assassini.Il 27 febbraio del 2017, dal carcere di Busto, Cazzaniga scrive alla ormai ex amante, detenuta al Bassone di Como. "Cara signora Taroni, ho testé appreso durante l'interrogatorio con il pm di essere stato da lei accusato della morte di Massimo (Massimo Guerra, marito della Taroni, ndr) e di sua madre (Maria Rita Clerici, madre della Taroni, ndr). Sono profondamente amareggiato e addolorato. Evidentemente ho vissuto gli ultimi 5 anni, con lei, nell'oscurità piu' profonda. Dico ciò perché pensavo lei mi amasse. Io la amo ancora profondamente ma considero la relazione che ci univa (apparentemente) irrimediabilmente chiusa. Consapevole che questa mia sarà del tutto irrilevante per lei, le comunico che questa sarà la mia ultima lettera e la invito a non contattarmi mai più. La ringrazio per il dolore che mi sta provocando. Le auguro buona fortuna per la sua vicenda processuale"."Sono stanca, lo dico a te che considero ancora il mio uomo". La risposta della Taroni sembra addolorata. "Tu non hai buttato via 5 anni, non ti ho accusato di niente, ho dato ad ognuno di noi le proprie colpe". Pochi giorni prima, la svolta nelle indagini con gli interrogatori della donna che al pm di Busto, Maria Cristina Ria, descrive un ménage coniugale di brutalità, con l'idea non di eliminare ma di "neutralizzare" il coniuge. "L'ho deciso con Leonardo Cazzaniga, fu lui a suggerirmelo. Leonardo mi suggerì di farlo passare per ammalato". Il 13 febbraio lancia un'altra accusa tremenda: "Leonardo ha deciso di uccidere mia madre". Racconta che il medico l'ha soppressa praticandole nella giugulare una iniezione di fibrinolitico, un anticoagulante del sangue. Omicidi in famigliaNella chiusura delle indagini del 20 ottobre 2017, a Cazzaniga e Taroni vengono contestate altri casi di morti sospette, avvenute tra il 2011 e il 2013. Anche Maria Rita Clerici e Luciano Guerra, rispettivamente madre e suocero dell'infermiera, sarebbero stati uccisi dalla coppia. La prima, in apparenza in buone condizioni di salute, morì sul divano a casa della figlia, il 14 gennaio 2014. Non gradiva la relazione tra i due. Il secondo a 78 anni, viene a mancare il 20 ottobre 2013, dopo un ricovero lampo all'ospedale di Saronno: visitato alle otto del mattino spira quattro ore dopo.Laura Taroni si stacca anche dalla strategia processuale dell'ex amante, scegliendo il rito abbreviato che le permette lo sconto di un terzo della pena. In primo grado, viene condannata a 30 anni di carcere, verdetto confermato il 4 dicembre 2019 in appello, per gli omicidi, in concorso con lui, di Massimo Guerra e della madre Maria Rita Clerici. L'imputata - si legge nelle motivazioni - ha ammesso di aver avviato ai danni del marito nel 2011 terapie farmacologiche del tutto inutili per le sue condizioni di salute, la cui pericolosità è determinata dagli immediati e ricorrenti effetti di grave malessere, che hanno reso necessari vari ricoveri e hanno fatto correre alla vittima pericolo di vita".L'aggravante della premeditazione emerge proprio dalla "persistenza del proposito criminoso per un tempo particolarmente lungo". Per l'omicidio della madre esiste "una vera e propria confessione" della Taroni che negli interrogatori "ha spiegato in maniera precisa e compiuta che l'effetto morte è conseguito alla somministrazione di un farmaco portato appositamente a casa sua dal Cazzaniga, che lo ha iniettato con il suo consenso o comunque senza la sua opposizione". "Una terza via non accettabile"Il processo col rito ordinario per Cazzaniga si compone di una sessantina di udienze, la più importanti delle quali è quella del 22 ottobre 2019. I tre esperti super partes, nominati dai giudici viste le discrasie tra gli studi di parte, espongono le loro conclusioni sfavorevoli al 'protocollo Cazzaniga', definito dal suo inventore, nel frattempo ai domiciliari da settembre dopo tre anni di carcere, "un insieme di principi volti a consentire a persone ormai giunte alla fine della vita di morire libere dal dolore, tenendo presente anche i sentimenti dei familiari".Ben diversa la valutazione da parte di Roberto Moroni Grandini (direttore dell'hospice Cascina Brandezzata), Giuseppe Bacis (direttore del Centro antiveleni di Bergamo) e Roberto Malcontenti (medico legale). Quello esercitato dall'allora viceprimario del pronto soccorso di Saronno (Varese), Leonardo Cazzaniga, "fu un accanimento palliativo da parte di un medico che si ritiene in grado di decidere cosa sia il bene e cosa il male per un paziente: una terza via non accettabile tra l'accanimento e l'abbandono terapeutico"."Potenzialmente - è stato spiegato per un caso - un quantitativo di 30 mg di morfina poteva essere un dosaggio corretto, ma bisogna valutare il paziente e somministrargli 5 mg per volte, osservando la sua reazione. Partire con 30 mg è molto pericoloso. L'atteggiamento deve essere sempre graduale, in modo da aiutare il paziente: queste sono le cure palliative. Se non c'è una risposta, bisogna retrocedere in tempi brevi. Bisogna trovare la giusta via tra l'abbandono terapeutico e l'accanimento, una via che non è l'accanimento palliativo". Nel caso di G.P.V., 71 enne affetto dal morbo di Parkinson, arrivato in stato di incoscienza in ospedale, "il sovradosaggio appare totalmente ingiustificato con tempi e modi sproporzionati".Solo per un paziente di 93 anni, A.I., giunto al pronto soccorso dopo una caduta, non viene ritenuta certa la correlazione tra sedazione 'sbagliata' e morte. In questo caso, la prescrizione e somministrazione viene considerata coerente.La parola "ergastolo" più tre anni di isolamento diurno chiude la lunga requisitoria del procuratore Gian Luigi Fontana e del pm Maria Cristina Ria. L'ex aiuto primario del pronto soccorso di Saronno è imputato degli omicidi di dodici pazienti in corsia e di quelli di tre familiari della sua amante di un tempo. L'accusa chiede il carcere a vita per tutti questi morti tranne per il caso di uno dei pazienti, A.I., per il quale la perizia super partes non ha ravvisato un chiaro nesso causale fra la somministrazione di farmaci in sovradosaggio il decesso: per questo il medico deve essere assolto perché il fatto non sussiste.Per i pubblici ministeri Cazzaniga va condannato anche per lesioni ai danni di Massimo Guerra. Chieste, inoltre, le condanne per omessa denuncia e favoreggiamento personale per i componenti della commissione nominata per verificare l'operato di Cazzaniga.La ricostruzione delle morti di Massimo Guerra e Maria Rita Clerici è drammatica. Fontana rievoca la presunta contraffazione delle analisi al pronto soccorso per convincere il marito della Taroni di essere malato di diabete e dunque della necessità di assumere farmaci. "Abbiamo le prove di una alterazione del sangue in ospedale con una dottoressa che dice: 'Tanto l'ospedale ne uscirà pulito". "Il fine ultimo - dice il pm Ria - era quello di ridurre la libido di Guerra per via delle pratiche a cui sottoponeva la moglie - ma Cazzaniga e la Taroni, infermiera e medico, erano consapevoli delle conseguenze fino alla morte".Diverso il 'livello' di colpevolezza per la morte di Maria Rita Clerici. La madre della Taroni, una donna ancora giovane e in buona salute, subisce un tracollo. Qualche giorno prima il medico preleva farmaci dal pronto soccorso, mentre la Taroni si mostra preoccupata per inesistenti malattie di quella madre con cui ha un pessimo rapporto. Nell'ultimo giorno di vita di Maria Rita, secondo l'accusa, il comportamento della coppia è contraddistinto da "totale inerzia, nessuna volontà di soccorso. Le manovra rianimatorie iniziano solo quando il respiro si arresta e al personale del 118 è impedito di sostituirsi alla Taroni per proseguirle. Una farsa". In conclusione, "esiste una enorme pluralità di elementi di prova che il 'protocollo' era un metodo messo a punto da Cazzaniga al di fuori di ogni intento terapeutico e palliativo, per provocare la morte di soggetti che a suo insindacabile modo di vedere non meritavano di vivere"."La sua condotta che non aveva niente a che fare con la sedazione palliativa, se non lo stato dei pazienti e i farmaci impiegati. A volte Cazzaniga decideva l'applicazione del 'protocollo' e la preannunciava prima ancora di avere visto il paziente"."Era un medico esperto, che si sentiva superiore agli altri e ostentava la sua superiorità. Si definiva 'angelo della morte'. Pronunciava frasi come 'Su questo paziente dispiego le ali di angelo della morte' o 'Io sono Dio'".Per la difesa, con gli avvocati Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora, l'unico intento dell'ex vice primario era invece quello di lenire le sofferenze di pazienti in condizioni tanto gravi da essere ormai irreversibili. Viene chiesta l'assoluzione piena perché il fatto non sussiste e, in subordine, la derubricazione del reato da doloso a colposo, con le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e l'attenuante legata a una condotta di particolare valore morale e sociale.

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