Bonino(+E): su Alan Kurdi e Mare Jonio nessuna discontinuità

Lsa

Roma, 1 set. (askanews) - "Malgrado le promesse di discontinuità, sulla vicenda della Mare Jonio e della Alan Kurdi la condotta del Presidente del Consiglio e quella dei ministri del M5S Toninelli e Trenta continua a essere uguale a quella di Salvini e sembra confermare un atteggiamento fondato, in forza di legge, su due presupposti intollerabili: la criminalizzazione delle organizzazioni non governative che prestano attività di soccorso e la 'proibizione' dell'approdo in Italia per i profughi da esse salvati". Lo scrive in una nota la leader radicale e senatrice di +Europa Emma Bonino, dopo avere appreso che il divieto di ingresso in acque italiane per la nave Alan Kurdi era stato firmato dai Ministri Salvini, Trenta e Toninelli.

"Siamo alla violazione dei diritti umani come presupposto dell'attività di governo. Come ha spiegato giovedì scorso al presidente incaricato la delegazione di +Europa, su questo piano - aggiunge Emma Bonino - oltre che sull'abolizione dei decreti sicurezza approvati dal governo 'Conte I', si dovrà misurare non solo la discontinuità, ma anche la razionalità del governo 'Conte 2' sui temi dell'asilo e dell'immigrazione. Le premesse, a vedere quel che sta succedendo nel Mediterraneo, mi sembrano negative".