Bonomi: "Confindustria non si candida a fare un partito politico"

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AGI - "Confindustria non si candida a fare un partito politico". Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a Mezz'ora in più. 

Sull'ipotesi di Mario Draghi presidente del Consiglio fino al 2023, il leader degli imprenditori spiega: "Abbiamo troppo rispetto dei partiti e delle istituzioni, non è un compito di Confindustria. Dico però c'è il Pnrr da impostare e ci sono delle riforme importanti che segneranno il futuro del Paese per i prossimi 30 anni. Abbiamo la necessità di farle tutti insieme, politica e parti sociali, con l'obiettivo di dare risposte al Paese e delle future generazioni"

"Ci hanno detto per vent'anni che non si potevano fare le riforme perché non c'erano le risorse. Oggi le abbiamo - ha fatto notare Bonomi - abbiamo l'occasione per farle e ci siamo presi l'impegno in Europa di farle; possiamo lavorare insieme? Dobbiamo essere costruttivi".

Dall'incontro di domani tra il governo e i sindacati a Palazzo Chigi, Bonomi si aspetta "il meglio possibile, una rinnovata volontà di lavorare nell'interesse del Paese".

La risposta dei sindacati sul Patto per il futuro, ha aggiunto, "mi sembra positiva, ho letto la voglia di esplorare questa possibilità abbiamo la responsabilità di dare delle risposte".“E' il momento della responsabilità nei confronti del Paese. Stiamo indebitando i nostri figli. Quando ci chiederanno cosa abbiamo fatto, dobbiamo dare loro una risposta sola: abbiamo fatto quel che c'era da fare”.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, chiudendo l'iniziativa della Cgil Futura 2021, ha spiegato che "siamo in una fase di riprogettazione del Paese e vogliamo svolgere un ruolo di rappresentanza del mondo del lavoro che vuole discutere di come si costruisce una nuova giustizia sociale e un nuovo modello di sviluppo”.

"E' il momento di lavorare insieme, però è importante avere un indirizzo preciso”, ha aggiunto, perché “non volgiamo tornare a prima della pandemia. Rivendichiamo che c'è bisogno di una nuova partecipazione, vogliamo essere coinvolti nel momento delle decisioni. Non vogliamo perdere questa occasione e vogliamo essere messi nelle condizioni di poter dire la nostra”. 

“Il problema non è la parola 'patto' o se farlo o meno. Il problema è cosa si fa e per fare cosa”, ha precisato. “Non ci fa paura la parola ‘patto' con il governo Draghi abbiamo già fatto degli accordi” e prima di Confidustria, ha ricordato, “abbiamo scritto una lettera al governo e chiesto un incontro sulle riforme. Domani mi aspetto un incontro sul merito, su temi specifici per trovare una soluzione".

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