Bonomi: "Obbligo vaccinale, ora o mai più"

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(Photo: Maria Laura AntonelliMaria Laura Antonelli / AGF)
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“Credo che il governo sia ancora in tempo per varare l’obbligo vaccinale. Ne abbiamo perso tanto. Troppo. Si rischia di frenare la ripresa, di lasciare spazio alla pandemia. Capisco che è difficile per qualsiasi democrazia spiegare la necessità dell’obbligo vaccinale, ma penso si debba fare. Ora o mai più, ripeto”. E’ quanto dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un’intervista al Messaggero. “Gli italiani - ricorda - hanno dato prova di grande responsabilità.
Bisogna darsi degli obiettivi, è importante comprendere che è una battaglia di medio/lungo periodo ed evitare che i no vax vanifichino i sacrifici fatti fin qui. Stiamo pagando, penso ai numeri in crescita di questi giorni sui contagi e alle quarantene, i ritardi del passato. Non dobbiamo mettere il Paese in pericolo, non possiamo farlo. Ora è il momento di costruire l’Italia del futuro, nell’interesse di tutti, senza alcuna bandierina di sorta”, dice ancora Bonomi.

Poi, il presidente di Confindustria vira sui temi economici. La manovra è “un’occasione persa. Legge di bilancio e decreto fiscale non vanno nella giusta direzione. Manca qualcosa. La battaglia dei partiti impegnati ciascuno a mettere le proprie bandierine ha impedito un energico taglio contributivo del cuneo fiscale, mentre è venuto meno il patent box, i crediti destinati alla ricerca, una maggiore spinta alla sburocratizzazione ed è stata depotenziata Industria 4.0”, sostiene Bonomi.

Secondo il numero uno degli industriali, ”è stata smarrita la stella polare della crescita. Solo puntando sullo sviluppo potremo ripagare il debito che si è già creato e che contrarremo con il Pnrr. Nel 2024, voglio sottolinearlo, la crescita stimata è all′1,5%. Insomma, credo sia il momento, e lo ripeto da mesi, di puntare a un deciso sostegno agli investimenti privati. Solo con la crescita si potrà ripagare il debito. Non si può fare debito all’infinito - spiega - e prima o poi bisognerà farci i conti. Lo spread sta tornando a crescere, nonostante il presidente Draghi. I partiti devono riflettere su questo invece che litigare. Anche perché l’anno prossimo si tornerà a discutere del Patto di Stabilità e delle nuove regole sugli aiuti di Stato e gli acquisti della Bce inizieranno a calare”, ricorda Bonomi.

E, poi, lo spinoso tema energetico. “Siamo al bivio. Bisogna avere visione e chi ci rappresenta deve evitare di farsi distrarre. Sul tema energia paghiamo tutta una serie di stop di stampo ideologico che hanno solo rimandato nel tempo i problemi. Che ora vengono al pettine”. Per Carlo Bonomi “bisogna attivare politiche strutturali. La nostra filiera industriale rischia grosso, molte imprese hanno già ridotto o chiuso le produzioni. Certamente bisogna ripensare al nucleare pulito, come proposto” dal ministro Cingolani “visto, tra l’altro, che la Francia e altri 13 Paesi della Ue hanno centrali atomiche”. “Aggiungo che ci sono progetti internazionali già avviati per tecnologie nucleari più sicure e penso che anche l’Italia dovrebbe parteciparvi. Giusto anche aumentare - dice ancora Bonomi - la produzione dai nostri giacimenti di gas e consentire e accelerare la cattura e lo stoccaggio della CO2 prodotto dalle lavorazioni industriali a cui si è appena detto un nuovo no. Insomma, occorre mettere a punto la strategia, con i no-trivelle e i no-gas non si va da nessuna parte”, continua.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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