Bonus 600 euro, consiglieri di Regione escono allo scoperto

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Il consigliere regionale leghista in Lombardia, Alex Galizzi
Il consigliere regionale leghista in Lombardia, Alex Galizzi

 

Al pari del consigliere piemontese Pd Diego Sarno, c’è addirittura il nome di un consigliere regionale Lega tra i deputati finiti nella bufera per aver richiesto il bonus di 600 euro destinato dal Governo Conte agli autonomi e partite Iva messi in ginocchio dal Covid. Si tratta di Alex Galizzi, che ammette di aver ricevuto il tanto contestato bonus deputati richiesto da lui stesso ed un suo socio con il quale lavora. “Sinceramente era una cosa che avevo accantonato dalla mia mente” ammette il politico a laRepubblica colto con le mani nella marmellata, chiarendo:”In prima battuta avevo detto di non procedere con la pratica e in un’altra occasione alla scadenza – ad ulteriore richiesta – avevo dato conferma per inoltrare l’istanza mentre salivo di corsa in auto“. Ma pochi i sensi di colpa per questo Scajola bis che prende ma non ricorda: “Non mi sento in colpa di aver ricevuto uno sconto dall’Inps sui soldi che ogni anno verso”. Ora si attende la pronta reazione all’interno del Carroccio, dopo che gli altri vertici, Salvini in primis, aveva gridato alle dimissioni immediate per tutti i soggetti politici che hanno fatto richiesta dell’agevolazione.

Bonus deputati Galizzi: “Nessuna colpa”

Galizzi da accusato si trasforma in accusatore: “Quando hai un’attività i problemi e le spese sono tante, le scadenze di fine mese che vanno rispettate, lo Stato che purtroppo non riesce a tutelarti e se una volta nella storia ti restituisce una minuscola quota del tuo denaro tentano di screditarti come un furbo o un delinquente“. Dopo aver tolto il dito di dosso, Galizzi lo punta a sua volta contro l’antipolitica che fa le leggi – “bastava mettere un limite sul reddito dell’anno precedente e problemi non ce ne sarebbero stati” -ma soprattutto contro il lavoro del politico oggi e il ruolo dell‘Inps sul bonus 600 euro: “La Regione Lombardia non ha vitalizi né previdenza sociale e che quest’ultima è a esclusivo carico di coloro che al di fuori hanno un lavoro“- contrattacca Galizzi – “Non ci sto a questa antipolitica e mi spiace. Credo però che i problemi siano veramente altri”. “Da sempre tutti ci lamentiamo che nei palazzi non si producono norme adeguate” dice il consigliere regionale Lega in Lombardia, e “mi sembra assurdo che poi proprio chi le ha congegnate vuole rinnegare chi le utilizza“.

Bonus deputati Galizzi: colpa Inps

Insomma, pur essendo stato colto in flagrante, Alex Galizzi non ci sta e difende la sua posizione di consigliere regionale che chiede un bonus destinato ad altre persone più bisognose: “Da sempre ho sostenuto che Inps ed enti statali non sono in grado di gestire in modo adeguato i fondi a disposizione e allora quello che posso lo gestisco io“. E lascia gli Italiani con una domanda: “Questo è un sistema che può permettersi di accusare? Loro provvedono a fare le norme e poi si lamentano se vengono utilizzate“. Ma a questo punto fa un certo effetto leggere il logo di Facebook di Alex Galizzi, dove il consigleire leghista chiede “Più autonomia“, e subito sotto: “Milioni di lombardi hanno scelto l’autonomia: diamo forza alla loro volontà prendendo risorse e competenze“.