Bonus baby-sitter: a chi è destinato il nuovo decreto

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Decreto Ristori bis
Decreto Ristori bis

Nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 novembre è stato approvato il Decreto Ristori bis attraverso il quale il Governo italiano si impegna a erogare nuovi aiuti destinati alle famiglie che si trovano in zona rossa. I nuclei familiari che vivono in queste Regioni, infatti, devono necessariamente riorganizzarsi a causa della chiusura delle scuole medie, eccezion fatta per le classi prime, e delle superiori, chiuse in tutta Italia.

Decreto Ristori bis: cosa prevede

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte aveva già reso nota la decisione da parte del governo di stanziare nuovi aiuti per le famiglie come bonus baby-sitter e congedi parentali in conferenza stampa. Tali aiuti, però, non possono essere destinati a tutti i nuclei familiari italiani data la scarsità di risorse economiche a disposizione. Pertanto, al momento, il Decreto Ristori bis si rivolge esclusivamente a coloro che abitano nelle zone rosse, elargendo un totale di 2,5 miliardi di euro da destinare a imprese, lavoratori e famiglie compromesse dalle nuove restrizioni.

Bonus baby-sitter da 1.000 euro

Una delle iniziative promosse con il Decreto Ristori bis prevede la possibilità di richiedere un bonus baby-sitter del valore di 1.000 euro. Le disposizioni presenti nell’ultima bozza del decreto stabiliscono che il bonus possa essere attribuito sia a lavoratori autonomi cha a lavoratori dipendenti iscritti all’AGO. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, pare che in realtà il bonus sia destinato soltanto ai lavoratori autonomi: pertanto, si attende la pubblicazione del testo ufficiale per comprendere se, in fase di approvazione della legge, la categoria dei lavori dipendenti iscritti all’AGO sia stata esclusa dal provvedimento.

Il Decreto Ristori bis indica alcune condizioni che consentono o meno di ottenere il bonus che, come già affermato, è indirizzato solo alle Regioni rosse ovvero Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta. Altre condizioni, però, sono che:

  • entrambi i genitori siano lavoratori;

  • nessuno dei due genitori benefici di altre forme di tutela di reddito;

  • le attività lavorative di entrambi i genitori non possano essere praticate in smart working.

Il bonus verrà emesso attraverso il Libretto Famiglia secondo le istruzioni fornite dall’INPS e presenta una sostanziale differenza rispetto a quello erogato nel corso del primo lockdown: infatti, non può essere impiegato per ricompensare «prestazioni rese da familiari».

Il bonus baby-sitter non può, inoltre, essere richiesto se la famiglia si avvale già del bonus asilo nido.

Bonus baby-sitter: famiglie con figli disabili

Per quanto riguarda le famiglie con figli disabili la cui disabilità è stata riconosciuta ai senti dell’articolo 1, comma 4 della Legge 104/1992, queste potranno fare domanda per il bonus baby-sitter da 1.000 euro nel caso in cui venga stabilita la chiusura delle scuole e dei centri diurni.

Alternativa al bonus baby-sitter: il congedo parentale

Il bonus baby-sitter non è l’unica iniziativa prevista dal Decreto Ristori bis: in alternativa al bonus, i nuclei familiari che soddisfano le condizioni precedentemente elencate possono avvalersi di un congedo parentale retribuito al 50% dello stipendio. La durata del congedo parentale corrisponderà a tutto il periodo in cui gli allievi delle scuole secondarie di I e II grado dovranno continuare la propria formazione nelle modalità previste dalla didattica a distanza.

Anche le famiglie con figli in stato di grave disabilità possono sceglie di ricorrere al congedo parentale piuttosto che al bonus baby-sitter.