Bonus edilizia, esperto SOA Andrea Terranova: ecco cosa cambia per Pmi

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Roma, 12 mag. (askanews) - Un recente emendamento al d.l. Ucraina bis ha causato un vero e proprio terremoto tra le aziende edili: per accedere ai bonus per l'edilizia sarà obbligatorio il possesso dell'attestazione SOA. Non è stata una sorpresa totale (se ne parlava già da qualche mese), ma la realtà è che questa decisione potrebbe cambiare drasticamente il panorama di questo settore. L'emendamento deve ancora essere approvato dalla Camera, ma questo passo dovrebbe rivelarsi una pura formalità.

Ma in cosa consiste, di preciso, questa novità normativa che riguarda i bonus per l'edilizia? "In sostanza - spiega Andrea Terranova, consulente in ambito di attestazione SOA - il governo ha deciso di rendere obbligatoria l'attestazione SOA per tutte le aziende che intendono accedere ai bonus per l'edilizia, limitatamente ai lavori di importo superiore ai 516.000 euro. Il motivo di questa proposta sarebbe legato alle numerose truffe avvenute negli ultimi anni. Se il decreto verrà approvato, e nulla fa pensare che possa accadere il contrario, le nuove regole entreranno in vigore dal 2023. In particolare, dal 1° gennaio si potrà accedere ai bonus dimostrando di aver sottoscritto un contratto per la richiesta dell'attestazione. Da luglio, invece, sarà necessario essere effettivamente in possesso di questo documento".

Esistono diversi bonus per l'edilizia, rientrano tutti nel dettato di questo emendamento? "Quasi tutti. Attualmente, l'ecobonus, il bonus ristrutturazioni e il sismabonus rientrano appieno nel dettato del nuovo emendamento. Per il Superbonus 110%, invece, l'obbligo riguarderà solo i condomìni, gli edifici che hanno fino a 4 unità immobiliari con un unico proprietario, gli edifici ex IACP e quelli situati in aree interessate da eventi sismici. Infine, il bonus facciate non rientrerà in questo emendamento perché la sua scadenza è stata fissata per il 31 dicembre 2022, prima della prevista entrata in vigore dell'obbligo SOA".

"L'attestazione SOA - prosegue Terranova - è il documento richiesto per la partecipazione agli appalti pubblici con importo a base d'asta superiore a 150.000 euro. In altre parole, solo le aziende che la possiedono possono realizzare lavori pubblici di alto valore. Inoltre, questa attestazione viene richiesta sempre più spesso dai committenti di appalti privati, in quanto si tratta di un documento che certifica la solidità economica e la capacità tecnica delle imprese edili. In questo senso sembra orientata anche la scelta del governo, che ha deciso di avvalersi di questo strumento per avere la certezza che le aziende richiedenti i bonus per l'edilizia abbiano delle qualità finanziarie e tecniche riconosciute ufficialmente".

Cosa deve fare un'azienda per richiedere l'attestazione SOA? "È necessario sottoscrivere un contratto con una delle Società Organismi di Attestazione, note come SOA, autorizzate dall'ANAC. In sostanza, sono le uniche società che possono rilasciare questa certificazione. Bisogna fare attenzione, però, a non commettere errori durante questo procedimento. Infatti, è indubbio che la normativa sugli appalti pubblici mette in difficoltà tanti imprenditori. Per questo motivo, molti di loro si avvalgono del supporto di società di consulenza che gestiscono l'intera pratica per conto del cliente".

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