L'epidemia accelera in Germania e Berlino si blinda: 13 Regioni italiane "ad alto rischio" Covid

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
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(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)
(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)

Berlino registra un record di nuovi contagi - 11.287 in 24 ore - e reagisce serrando le fila. Il ministero degli Esteri tedesco ha aggiornato la lista delle zone considerate ad alto rischio a causa della pandemia, includendo ormai buona parte dell’Italia. Insieme a Campania e Liguria, nella ‘black list’ sono state aggiunte altre undici Regioni italiane: Valle d’Aosta, Umbria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto, Lazio, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna, più la provincia autonoma di Bolzano. L’aggiornamento, comunicato dal ministero degli Esteri, diventerà effettivo sabato 24 ottobre.

È la fotografia di come cambia rapidamente il mondo sotto la scure della pandemia, in assenza di un efficace sistema di test e tracciamento: appena tre settimane fa, la cancelliera Angela Merkel indicava l’Italia come una destinazione sicura per i viaggi. Le persone sono “molto attente” in Italia e agiscono “con grande cautela”, dichiarava il 30 settembre. Poi è arrivato ottobre, con la crescita esponenziale dei contagi fino al record di ieri: 15.199 nuovi casi in 24 ore.

Del resto, il virus dilaga ormai in tutta Europa. Nell’aggiornamento della lista stilata dai tedeschi compaiono anche regioni di Austria, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Slovenia, Svezia, mentre sono inseriti nella loro interezza Estonia, Irlanda, Liechtenstein, Polonia, Svizzera e Regno Unito. Le persone che entrano in Germania dopo essere state nelle aree a rischio nei 14 giorni precedenti sono obbligate a sottoporsi a tampone per il coronavirus e potrebbero dover rispettare un periodo di quarantena, a seconda dal Land competente.

La mossa del governo tedesco arriva sull’onda dell’impennata di nuovi casi registrata nelle ultime 24 ore: i dati dell’Istituto Robert Koch segnano 11.287 nuovi positivi in un giorno, superando così il record dei 7.830 di sabato scorso.

“La situazione in generale è diventata molto seria. Tuttavia, al momento abbiamo ancora la possibilità di rallentare un’ulteriore diffusione del virus”, ha dichiarato in conferenza stampa Lothar Wieler, presidente del Centro epidemiologico tedesco. “Le condizioni per rallentare” il contagio - ha proseguito Wieler - si riassumono nel “rispetto delle regole”.

Nei giorni scorsi la cancelliera ha lanciato un accorato appello ai tedeschi, chiedendo loro di rinunciare alla vita sociale per frenare la corsa del virus: “Ciascuno di noi può fare molto. Per questo vi rivolgo un appello: restate a casa il più possibile, evitate i viaggi che non sono necessari e incontrate meno persone, sia fuori sia in casa”, ha detto in un videomessaggio.

Le autorità sanitarie sono in allerta dopo che il Paese ha superato a livello nazionale la soglia dei 50 contagi su 100mila abitanti sui sette giorni, indicata dagli esperti come il limite oltre il quale far scattare le restrizioni ‘dure’ per contrastare la diffusione del coronavirus. Il governo federale e i Laender avevano deciso lo scorso 15 ottobre che sarebbero entrate in vigore misure più drastiche ogni qualvolta, a seconda dei casi, si superavano i 35 o i 50 nuovi contagi su 100mila abitanti in una settimana, visto che superata questa soglia si ritiene diventi sempre più difficile tracciare tutti i contatti delle persone che risultano positive al virus. Sono le stesse autorità sanitarie, tuttavia, a sottolineare che i valori attuali non sono sovrapponibili a quelle della prima ondata della pandemia, dato che attualmente viene eseguito un numero ben maggiore di tamponi.

Molti tedeschi, a giudicare dai dati sugli acquisti, si stanno già preparando per un lockdown di fatto. Gli ultimi dati ufficiali mostrano infatti un incremento nelle vendite di rotoli di carta igienica e disinfettanti. Dal 12 al 17 ottobre gli acquisti di carta igienica sono quasi raddoppiati rispetto ai livelli pre-crisi. Un’impennata dell′89,9%. Per saponi e disinfettanti ‘solo’ del 72,5% e del 62,3% rispetto alla media calcolata tra agosto 2019 e lo scorso gennaio. I tedeschi fanno anche scorte di farina (le vendite son aumentate del 28,4%) e lievito (+34,8%). Anche da quelle parti l’autunno sembra cupo.

(Photo: ASSOCIATED PRESS)
(Photo: ASSOCIATED PRESS)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.