Boom di morti sul lavoro in Lombardia: +175% in un anno

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Milano, 31 lug. (askanews) - In Lombardia è boom di incidenti mortali sul lavoro: secondo quanto emerge da un'analisi realizzata dal dipartimento Salute e Sicurezza della segreteria regionale della Cisl, il mese scorso è stato un "giugno nero" con 11 casi di morti bianche denunciati all'Inail, per un aumento del 175% rispetto allo stesso periodo del 2018 quando si erano registrati 4 casi di morti sul lavoro. Un trend in crescita anche a voler allargare il periodo preso in esame ai primi 6 mesi dell'anno, quando il balzo rispetto al 2018 è stato 4,3%, passando da 69 a 72 casi di infortuni mortali sul posto di lavoro.

"I dati semestrali purtroppo confermano quanto sosteniamo da mesi: la situazione resta molto preoccupante ed è sconfortante dover registrare la persistente inattività delle istituzioni - denuncia il segretario regionale della Cisl Pierluigi Rancati -. L'aumento degli infortuni mortali è inaccettabile e fa passare in secondo piano il timidissimo -0,6% degli infortuni totali, che passano da 62.166 del primo semestre 2018 a 61.780 del 2019. Una diminuzione talmente irrilevante che certo non può essere ritenuta un segnale di inversione di tendenza".

Sul fronte territoriale, il primo semestre del 2019 ha registrato una lieve diminuzione di infortuni nelle province di Bergamo, Cremona, Lodi, Mantova, Milano e Varese. Incidenti in aumento, invece, a Brescia, Como, Lecco, Monza, Pavia e Sondrio. In aumento del 3,4% le denunce di malattie professionali: sono state 2.266 nei primi sei mesi del 2019, contro le 2191 del 2018. Un fenomeno, questo, che secondo Rancati "è troppo sottovalutato" e che, puntualizza ancora il sindacalista, "rappresenterà in futuro un problema molto serio, a fronte dei nuovi lavori e dell'invecchiamento della popolazione lavorativa, per effetto dell'innalzamento dell'età pensionabile".