Booster a 5 mesi e Super GreenPass: Italia in trincea contro il Covid

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(Photo: ALESSANDRA TARANTINO via POOL/AFP via Getty Images)
(Photo: ALESSANDRA TARANTINO via POOL/AFP via Getty Images)

Via libera alla terza dose già dopo cinque mesi anziché sei. E si va velocemente verso il super green pass in bar, ristoranti, sci, teatri, cinema, chiesto in modo massiccio dalle Regioni. Il governo sta “valutando”, ma è intenzionato a dare una risposta già questa settimana – domani o mercoledì la cabina di regia, mercoledì sera o giovedì il consiglio dei ministri - e sarà molto difficile prescindere dalle preoccupazioni dei governatori. Che sono un muro: anticipare il booster, vaccinare in fretta il più possibile, garantire le risorse, scongiurare chiusure “indiscriminate” e preferire - “non come punizione ma come tutela” - restrizioni mirate per chi non è vaccinato. Nella video-riunione, i ministri Speranza e Gelmini e il sottosegretario Garofoli si trovano davanti preoccupazione e determinazione: la prima perché il quadro dei contagi peggiora ovunque, la seconda perché blocchi, serrate o lockdown parziali sarebbero letali per le attività economiche. Il primo risultato è il sì dell’esecutivo all’anticipo della terza dose per non strappare la tela della copertura vaccinale in vista dell’inverno. “E’ cruciale, dopo il via libera di Aifa sarà possibile, vacciniamoci per essere più forti” annuncia Speranza.

E’ solo il primo passo. Con poche eccezioni (Abruzzo e Marche governati da FdI) governatori e assessori sono compatti: no a strette nei confronti degli immunizzati, casomai vanno “premiati”. Anche perché nelle terapie intensive sono la minoranza. Lo chiedono il presidente della conferenza delle Regioni Fedriga, Toti, Fontana, Bonaccini e il suo assessore Donini, Giani, De Luca, Occhiuto: subito il super green pass, senza perdere tempo. Pd e Fi sono d’accordo, il sottosegretario Costa rilancia: “Più libertà ai vaccinati dalla zona arancione in poi”. Il governatore ligure chiede maggiori controlli alle frontiere: da Austria, Slovenia, Balcani, si rischia l’effetto colabrodo. A spendersi per il doppio binario è il presidente della Lombardia Fontana, che poco prima (con Zaia, che si tiene più sulle generali) ha incontrato Salvini. “L’obiettivo comune è evitare ulteriori chiusure e paure con soluzioni di buonsenso – filtra da via Bellerio, dove i toni restano bassi. Domani il Capitano vedrà i suoi governatori mettendo il focus sul no al gren pass per gli under 12 (che per ora il governo non intende varare).

Il pressing delle Regioni dura da giorni. “Bisogna dare certezze alle imprese – è il mantra di Fedriga – Impedire che il Natale sia un flop”. Gli fa eco Toti: “Lo scambio che i governatori propongono è il super green pass in cambio della certezza che il Paese resterà aperto”. Bonaccini vuole “corsie preferenziali” per gli immunizzati. Il calabrese Occhiuto: “Restrizioni da subito per i non vaccinati a prescindere dal colore”. Sulla linea del fronte per i governatori ci sono le prenotazioni per il periodo natalizio e la stagione sciistica – ma anche già per l’8 dicembre – che tutti gli organi del settore turistico definiscono in “trepida attesa”. Un modo edulcorato per dire: congelate. Bar e ristoranti, parchi a tema, teatri, concerti musicali, stadi, centri commerciali. A rischio ci sono veglioni, spettacoli di fine anno, shopping per i regali sotto l’albero. Ci sono le ordinazioni a medio termine, le assunzioni degli stagionali, i costi fissi da coprire.

E’ un rischio che corre Milano, dove l’ufficio di Bankitalia prevede per il 2022 un balzo dell’economia di oltre il 7% (che non si vedeva dagli anni 60) ma con due warning: le difficoltà di approvvigionamento di materie prime e prodotti intermedi (e relativo aumento dei prezzi) e l’evoluzione della pandemia soprattutto per quanto riguarda l’export. Ma il flop natalizio lo “vede” anche Firenze, dove gli albergatori denunciano le prime disdette. E la Liguria, dove le prenotazioni a Genova e sulla costa hanno registrato una frenata, e dove mentre ripartono le crociere manca ancora all’appello tutto il mercato delle trasferte di business.

Ed ecco Toti schierato per il giro di vite già dalla zona gialla. Mentre il presidente della provincia di Bolzano Kompatscher vorrebbe il super green pass addirittura in zona bianca. “Il passo verso l’arancione è breve – ha avvisato il suo assessore alla Sanità Thomas Widmann – L’ondata viene da Nord e non si ferma al Brennero”. Il turismo della neve, chiuso da ormai venti mesi (da marzo dell’anno scorso) è in debito di ossigeno. “Se la gente non potrà venire, sarà un problema” ha sintetizzato l’ex campione di sci Gustavo Thoeni, oggi diventato albergatore. Mentre il sindaco forzista di Trieste Dipiazza è furibondo con il nuovo corteo No Vax nella sua città: “Non hanno rispetto della salute, dell’economia, delle regole di convivenza”. L’insofferenza ormai ha superato la soglia critica.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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