##A bordo della Open Arms 199 persone e 5 cadaveri del naufragio

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Roma, 11 nov. (askanews) - Il gommone ha ceduto e sono finiti tutti in acqua, nel Mediterraneo al largo delle coste libiche, circa cento persone, donne e bambini, nessuno con il salvagente. Quando la nave Open Arms della ong catalana è arrivata ha cercato di salvarne il più possibile, ma almeno 5 non ce l'hanno fatta. Ora la nave ha 199 persone e 5 cadaveri recuperati dopo il naufragio. Ci sono anche persone in gravi condizioni, e sei di loro hanno bisogno di un'evacuazione medica. L'ultimo Tweet di Oscar Camps, il fondatore della ong Open Arms è telegrafico: "Abbiamo 199 persone a bordo, 111 salvate oggi e 5 cadaveri. Nel frattempo, l'equipe medica continua a lavorare instancabilmente per stabilizzare i casi gravi". Il racconto dell'ennesimo naufragio di migranti che arriva dalla Open Arms è drammatico: dopo aver fatto un primo soccorso ieri pomeriggio, 10 novembre, e aver soccorso in acque internazionali 88 persone, tra cui due donne in stato di gravidanza, questa mattina la Open Arms, nave umanitaria dell'omonima ong che sta viaggiando insieme ad Emergency nel Mar Mediterraneo, ha ricevuto da uno degli assetti aerei Frontex una nuova segnalazione di un gommone in difficoltà che si trovava a 30 miglia a Nord di Sabratha. E "la nostra imbarcazione si è immediatamente diretta verso il target segnalato e, una volta giunta sul posto, si è trovata a dover operare una complicatissima operazione di soccorso. Il gommone, con a bordo circa 100 persone, tra cui alcuni bambini e donne in stato di gravidanza, aveva ceduto, e le persone erano tutte in acqua, senza salvagente o di dispositivi di sicurezza". Così "i nostri soccorritori sono immediatamente intervenuti portando in salvo il maggior numero di persone possibile, ma purtroppo, al momento, il bilancio è di 5 morti". Il team medico sta dando assistenza ai sopravvissuti, ma "le condizioni di alcuni dei naufraghi sono preoccupanti e 6 di loro richiedono un'immediata evacuazione medica". In questo momento sono 199 i naufraghi ospitati a bordo della nave. "In questi ultimi due giorni - sottolinea la ong - le segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà sono state continue e la Open Arms si è trovata a dover prestare assistenza da sola, essendo l'unica rimasta ad operare nel Mediterraneo dopo che tutti gli assetti umanitari sono stati fermati con pretesti amministrativi". Per questo motivo "Open Arms ed Emergency ribadiscono, alla luce di questi tragici eventi, che non è più tollerabile assistere alle reiterate omissioni di soccorso da parte dei governi europei che, anziché predisporre un sistema strutturale di search and rescue, continuano a voltare il viso dall'altra parte, fingendo di non vedere il cimitero che il Mediterraneo nasconde". E "ci auguriamo che dopo questa ennesima tragedia qualcosa cambi".