Borghi a Venezia con Mondocane: non vedo l’ora di tornare in sala

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Roma (askanews) – E’ arrivato alla Mostra del cinema sorridente e con una folta barba Alessandro Borghi, per presentare un film in cui appare pelato e perfido, con tanto di cicatrice sulla testa. “Mondocane” di Alessandro Celli, in concorso alla Settimana della Critica di Venezia, è infatti ambientato in una Taranto del futuro, una città fantasma in cui sono rimasti i più poveri, cinta dal filo spinato in cui nessuno si azzarda ad entrare, e lui interpreta Testacalda, a capo di una gang criminale, le Formiche. Due orfani tredicenni, grandi amici, interpretati da Dennis Protopapa e Giuliano Soprano, sognano di entrare in quella banda.

“Molti di noi tendono a immaginare il proprio personaggio, i personaggi che vanno a interpretare come dei fichi, no? ‘Ora vado a impersonare questo Testacalda che è uno fighissimo..’. Poi ad un certo punto, se tu ti stacchi vedi uno che sta fuori al formicaio dici ‘ma chi quel deficiente che c’ha l’esercito di ragazzini di 14 anni? Umanizzare le cose, riportarle ad un livello di realtà, fa diventare molto più facile la narrazione e la descrizione delle debolezze del personaggio.

E’ uno che si atteggia da qualcosa che non è, quindi parla questo italiano corretto quando invece è nato a Taranto, cercare un po’ di nascondere questa roba qui, un po’ per tagliare i ponti con tutto quello che è stato il suo passato, che probabilmente è stato un passato molto brutto, ma poi perché da solo si autoproclama il fondatore della nuova generazione, dove tutti devono essere educati, dove tutti devono essere molto intelligenti, però dove poi, fondamentalmente si va a sparare per cercare di crearla. Mi sono molto divertito comunque, molto”.

“Mondocane”, che vede nel cast anche Barbara Ronchi e Ludovica Nasti, è ora nei cinema. Borghi, che sarà il protagonista di una produzione Sky tratta dal romanzo “Sole di mezzanotte” di Jo Nesbo e immagina un futuro anche da produttore, a proposito della nuova stagione cinematografica, che inizia proprio con la Mostra del cinema di Venezia, dice: “La stagione cinematografica inizia veramente adesso. Dopo due anni iniziano ad uscire tanti film, belli, guarda solo i film che ci sono in concorso a Venezia italiani, solo quella roba vale la pena correre al cinema per vederla. Io penso solo alle cose che mi usciranno fra poco, alla voglia che ho di fare gli incontri in sala e tutta quella roba là. “Sono abbastanza ottimista, nel senso che abbiamo passato un sacco di momenti complicati anche prima della pandemia per il cinema, ci sono stati un sacco di momenti. Quando sono arrivate le piattaforme sembrava che dovesse finire tutto: il cinema è morto, basta, andiamo tutti a fare le serie, poi andiamo tutti a fare i documentari. Ogni momento sembra sempre la fine di qualcosa, invece poi in realtà probabilmente è sempre l’inizio di qualcosa di nuovo e di un momento bello, quindi. Quello che stiamo vivendo è una cosa assurda, e la riapertura delle sale sarà una riapertura quando io avrò qualcuno seduto vicino, non uno spazio vuoto. Aspetto con molta ansia questo momento qui”.

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