Boris Johnson confermato sindaco di Londra, male Tory in altre città

Londra (Regno Unito), 5 mag. (LaPresse/AP) - Dopo la difficile giornata per i conservatori di David Cameron, che subito pesanti sconfitte nelle elezioni locali, la buona notizia per i Tory arriva dalla conferma di Boris Johnson a sindaco di Londra. Il biondo e irriverente primo cittadino uscente ha infatti battuto il rivale Ken Livingstone, benché solo di un soffio (51,1% contro 48,5%). La conferma del risultato è arrivata nella notte, dopo oltre 24 ore dalla chiusura delle urne, in seguito a un lungo e difficile spoglio. Molti si aspettavano la vittoria del sindaco uscente contro Livingstone, veterano di sinistra noto per la sua ammirazione per il presidente del Venezuela Hugo Chavez e già sindaco della capitale britannica dal 2000 al 2008, ma non con un margine così ristretto.

RINGRAZIAMENTO AI LONDINESI. "Voglio ringraziare tutti voi per avermi dato una nuova possibilità e un nuovo mandato per farci andare avanti", ha detto Johnson, dopo la diffusione dei risultati, promettendo poi di continuare "a combattere per i londinesi". Quindi ha descritto l'avversario Ken Livingstone come uno dei "più creativi e originali" politici di sinistra che abbia mai conosciuto. L'ex sindaco ha invece annunciato che questa sarà la "sua ultima corsa elettorale" e ha definito quest'ultima sconfitta come quella che "più lo rammarica" della sua quarantennale carriera politica.

SCONFITTA CONSERVATORI. Ieri era stata una difficile giornata per i colleghi di Jonhson del partito conservatore, lo stesso del premier David Cameron, che alle elezioni locali hanno subito una forte batosta, perdendo circa 400 posti nei consigli locali, tra cui anche quelli del distretto che il premier Cameron rappresenta in Parlamento. Sconfitta per il partito del premier anche in nove città dove erano in programma le elezioni dirette dei sindaci, tra cui Manchester, Birmingham e Newscastle-upon-Tyne. Un risultato positivo per i conservatori è arrivato solo a Bristol.

MALE ANCHE LIBERALDEMOCRATICI. Sconfitta è stata però anche per i Liberaldemocratici di Nick Clegg, alleati di Cameron al governo nazionale che hanno perso circa 300 posti, arrivando al risultato peggiore dalla formazione del partito nel 1988. In Scozia, il Partito nazionale scozzese di Alez Salmond, separatista, ha registrato un buon risultato nelle elezioni locali, ma non ha ottenuto il controllo del consiglio di Glasgow, suo obiettivo decisivo. Un referendum sulla secessione della Scozia dal Regno Unito è previsto per il 2014.

RIPRESA LABOUR. L'unici a gioire ieri sono stati i laburisti di Ed Miliband, che hanno preso il controllo di altre 32 autorità locali, con oltre 800 nuovi posti in consiglio in tutto il Paese. "Il partito sta riguadagnando la fiducia della gente, stiamo riprendendo terreno, ma c'è ancora molto lavoro da fare. Le persone si sentono ferite, stanno soffrendo di questa recessione, di un governo che alza loro le tasse e le taglia ai milionari", ha detto Miliband. Da notare, infine, la bassissima affluenza alle urne: appena il 32%, il livello più basso per un'elezione dal 2000.

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