Borjomi, il governo di Tbilisi salva l'acqua minerale "made in Georgia", colpita dalle sanzioni

Il governo della Georgia diventa comproprietario dell'acqua minerale Borjomi.

Tra gli alberi dell'omonima gola di Borjomi, nella Georgia centrale, si nascondono alcune delle sorgenti di acqua minerale più famose d'Europa.
Conosciuta per le sue proprietà benefiche, l'acqua che sgorga da queste sorgenti è imbottigliata per essere venduta in Georgia, ma soprattutto esportata. Un vero orgoglio nazionale dell’ex Repubblica sovietica

Le trattative del governo georgiano con gli azionisti russi dell'azienda, uno dei maggiori produttori di acqua minerale in Georgia, sono finalmente andate a buon fine, passo decisivo per salvare l'azienda, in crisi a causa delle sanzioni internazionali.

Lo ha annunciato lunedÌ il primo ministro georgiano Irakli Garibashvili (39 anni).

L'azienda ha rivelato che il suo azionista di maggioranza trasferirà gratuitamente al governo di Tbilisi una quota del 7,73% della società.

L'annuncio ha anche precisato che il numero degli azionisti nel Consiglio di Amministrazione sarà ridotto da otto a due membri, mentre il Presidente del Consiglio di Amministrazione sarà un rappresentante del governo georgiano.

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Uno degli stabilimenti Borjomi in Georgia. - Screenshot by AFP Video

Il premier Garibashivili si è, inoltre, impegnato a risolvere le questioni in corso tra l'azienda e circa 400 dipendenti, che sono in sciopero per chiedere il reintegro di 50 colleghi licenziati di recente.

Le altre richieste includono il pagamento degli stipendi arretrati, il ritorno alle precedenti condizioni di lavoro e contratti a vita per ogni dipendente dell'azienda.

Garibashvili ha sottolineato il coinvolgimento di Levan Davitashvili e Zurab Azarashvili, ministri dell'Economia e della Salute dell Georgia, nelle trattative tra le parti e ha invitato i funzionari a risolvere la questione "il prima possibile", sottolineando il sostegno alle "giuste richieste" dei dipendenti.

A fine aprile, Borjomi ha annunciato una "sospensione temporanea" della produzione in entrambi i suoi stabilimenti in Georgia, a causa della guerra in Ucraina e delle sanzioni imposte alle imprese di proprietà russa.

L'azienda, infatti, è di proprietà di Alfa Group, uno dei più grandi gruppi privati di investimenti finanziari in Russia.

Dopo la caduta dell'Urss, la fabbrica Borjomi venne privatizzata, fino alla cessione in mano russa, nel 2013,  quando a comprare l'azienda per 300 milioni di dollari fu proprio Alfa Group.

Il fondatore di Alfa Group è l'uomo d'affari russo Mikhail Fridman (58 anni, nato a Leopoli, in Ucraina, quando era ancora Unione Sovietica), che è stato inserito da diversi Paesi tra gli oligarchi sanzionati dall'inizio delle guerra in Ucraina.

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