Borrell: non raggiunto accordo su operazione Irene per embargo armi

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Bruxelles, 23 mar. (askanews) - Non è ancora approdato a un accordo finale il negoziato fra i ministri degli Esteri dell'Ue sulla nuova operazione aeronavale Irene, che sostituirà la vecchia operazione Sophia (bloccata l'anno scorso dall'Italia) nel pattugliamento del Mediterraneo per controllare il rispetto dell'embargo sulle armi dirette alla Libia. Lo ha riferito oggi a Bruxelles, durante una conferenza stampa teletrasmessa al termine della videoconferenza del Consiglio esteri dell'Ue, l'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune europea, Josep Borrell.

Il disaccordo, come ha ammesso lo stesso Alto Rappresentante, dipende dal fatto che non è ancora chiaro dove verrebbero sbarcati, o come verrebbero redistribuiti fra gli Stati membri partecipanti, i migranti irregolari eventualmente soccorsi in mare dalle navi della missione. Una questione sollevata soprattutto dall'Italia. Mentre sembrano superate le preoccupazioni espresse in precedenza da Ungheria e Austria, che temevano di creare, con la presenza delle navi militari dell'Ue nel Mediterraneo centrale, un fattore di attrazione ("pull factor") per il traffico dei migranti.

"Sull'operazione Irene abbiamo preso atto del fatto che, dopo l'accordo politico raggiunto a febbraio, molti progressi sono stati fatti, ma ci sono ancora alcune questioni pendenti. Non posso dire che tutto sia stato completato, spero che possa essere fatto a breve, non c'è ancora accordo", ha spiegato Borrell, precisando poi che "questo disaccordo è concentrato principalmente sulla questione degli sbarchi nel caso in cui le navi di questa operazione effettuino dei salvataggi in mare". (Segue)