"Borrelli ha sofferto per i suicidi di Mani Pulite"

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"Credo che Borrelli abbia sofferto per i suicidi di 'Mani Pulite'". A parlare all'AdnKronos è Stefano Cagliari, figlio di Gabriele, ex presidente dell'Eni, accusato di avere autorizzato il pagamento di tangenti e arrestato l'8 marzo 1993 su ordine della procura di Milano. Dopo 134 giorni nel carcere di San Vittore, la mattina del 20 luglio, Gabriele Cagliari si suicidò infilando la testa in un sacchetto di plastica. Stefano parla mentre si svolgono le esequie di Francesco Saverio Borrelli, morto sabato scorso a 89 anni e in precedenza a capo del pool 'Mani Pulite'. "Il ricordo della figlia Federica - spiega Stefano - è pieno di affetto e posso credere a quello che dice in riferimento ai suicidi di 'Mani Pulite'", ossia che soffrì molto per quelle morti legate alla stagione 'Mani Pulite', quando a guidare la procura meneghina era proprio Borrelli. Pochi giorni prima della morte Gabriele Cagliari aveva chiesto un ennesimo interrogatorio, ammettendo gli addebiti davanti al pm Fabio De Pasquale, titolare del filone d’inchiesta sulle tangenti Eni-Sai. Secondo il difensore il pm aveva promesso di mandarlo ai domiciliari, in realtà diede parere negativo alla scarcerazione. Un duro colpo per Cagliari che maturò definitivamente la scelta di farla finita, come si legge in "Storia di mio padre" edito da Longanesi. "Penso che dentro di sé - aggiunge Stefano Cagliari - Borrelli fosse estremamente combattuto, ma lo conosco solo dalle sue dichiarazioni". Come quelle rilasciate in un'intervista del 2011: "Se fossi un uomo pubblico di un paese asiatico, dove come in Giappone è costume chiedere scusa per i propri sbagli, vi chiederei scusa: scusa per il disastro seguito a Mani Pulite. Non valeva la pena di buttare all'aria il mondo precedente per cascare poi in quello attuale", diceva il magistrato scomparso sabato scorso a Milano. "Sono parole, quelle di chi guidò il pool di 'Mani Pulite', che si commentano da sole, purtroppo Borrelli se ne è reso conto troppo tardi e penso questo lo abbia fatto molto soffrire. Di quanto da lui dichiarato mio padre era invece già ben consapevole nel 1993, come scrisse nelle sue lettere", conclude Stefano Cagliari.

"Credo che Borrelli abbia sofferto per i suicidi di 'Mani Pulite'". A parlare all'AdnKronos è Stefano Cagliari, figlio di Gabriele, ex presidente dell'Eni, accusato di avere autorizzato il pagamento di tangenti e arrestato l'8 marzo 1993 su ordine della procura di Milano. Dopo 134 giorni nel carcere di San Vittore, la mattina del 20 luglio, Gabriele Cagliari si suicidò infilando la testa in un sacchetto di plastica. Stefano parla mentre si svolgono le esequie di Francesco Saverio Borrelli, morto sabato scorso a 89 anni e in precedenza a capo del pool 'Mani Pulite'. 

"Il ricordo della figlia Federica - spiega Stefano - è pieno di affetto e posso credere a quello che dice in riferimento ai suicidi di 'Mani Pulite'", ossia che soffrì molto per quelle morti legate alla stagione 'Mani Pulite', quando a guidare la procura meneghina era proprio Borrelli. Pochi giorni prima della morte Gabriele Cagliari aveva chiesto un ennesimo interrogatorio, ammettendo gli addebiti davanti al pm Fabio De Pasquale, titolare del filone d’inchiesta sulle tangenti Eni-Sai. Secondo il difensore il pm aveva promesso di mandarlo ai domiciliari, in realtà diede parere negativo alla scarcerazione. Un duro colpo per Cagliari che maturò definitivamente la scelta di farla finita, come si legge in "Storia di mio padre" edito da Longanesi. 

"Penso che dentro di sé - aggiunge Stefano Cagliari - Borrelli fosse estremamente combattuto, ma lo conosco solo dalle sue dichiarazioni". Come quelle rilasciate in un'intervista del 2011: "Se fossi un uomo pubblico di un paese asiatico, dove come in Giappone è costume chiedere scusa per i propri sbagli, vi chiederei scusa: scusa per il disastro seguito a Mani Pulite. Non valeva la pena di buttare all'aria il mondo precedente per cascare poi in quello attuale", diceva il magistrato scomparso sabato scorso a Milano. "Sono parole, quelle di chi guidò il pool di 'Mani Pulite', che si commentano da sole, purtroppo Borrelli se ne è reso conto troppo tardi e penso questo lo abbia fatto molto soffrire. Di quanto da lui dichiarato mio padre era invece già ben consapevole nel 1993, come scrisse nelle sue lettere", conclude Stefano Cagliari.