Borsa: Milano chiude negativa, Juventus in rally in attesa dell’allenatore

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Giornata positiva per Piazza Affari, spinta dal comparto bancario e dalla testimonianza resa dal n.1 della Federal Reserve Jerome Powell al Congresso statunitense. Le parole utilizzate dal chairman nel corso del suo intervento hanno lasciato intendere che l’istituto con sede a Washington è pronto a tagliare il costo del denaro. In queste condizioni, tutti gli operatori (il 100% secondo il CME FedWatch Tool) stimano una riduzione dei tassi a stelle e strisce nel meeting in calendario il 31 luglio: per il 73,4% la riduzione sarà nell’ordine dei 25 punti base mentre il 26,6% stima un taglio più corposo di 50pb. Per quanto riguarda il nostro Paese, la Commissione europea, che oggi ha pubblicato le sue “Previsioni economiche di estate”, ha confermato di attendersi una crescita dello 0,1% nel 2019 e dello 0,7% nel 2020. Tre sono i fattori che, in particolare, freneranno la nostra economia: la debolezza della domanda internazionale, un mercato del lavoro scarsamente dinamico e l’incremento del tasso di risparmio. A favore del Belpaese potrebbe giocare il calo delle tensioni sul debito, destinato a favorire il finanziamento bancario. Per quanto riguarda il Pil della Zona Euro, il dato 2019 è stato confermato all’1,2% mentre sul 2020 la view è stata leggermente rivista al ribasso, dall’1,5 all’1,4 per cento. A livello di dati macro, numeri sopra le stime quelli arrivati oggi dall’indice che misura l’andamento della produzione industriale italiana. Nel mese di maggio, l’indicatore elaborato dall’Istat ha registrato un incremento dello 0,9% rispetto ad aprile (consenso +0,2%). Ancora segno meno per il dato annuo, in contrazione rispetto a maggio 2018 dello 0,7%. In questo contesto, il Ftse Mib ha terminato la seduta a 22.044,96 punti, +0,73% sul dato precedente. Tra i bancari spicca il +0,72% di UniCredit, il +1,49% di Ubi Banca, il +1,22% di Intesa Sanpaolo e il +0,82% di Banco BPM. Indicazioni positive dallo spread, in rosso di quasi un punto percentuale a 203 punti. Buone nuove per la carta italiana sono arrivate anche dall’asta di Bot a 12 mesi, il cui rendimento è tornato negativo per la prima volta dal maggio 2018. Tra gli altri titoli spicca Saipem (+3,4%), che ha annunciato nuovi contratti per oltre 3,5 miliardi dollari e incassato la conferma della valutazione “acquistare” da parte di Kepler, e STMicroelectronics (+1,29%), spinto dal buon andamento del comparto tecnologico statunitense. (in collaborazione con money.it)

Seduta che si chiude in rosso per la piazza finanziaria milanese in scia di un contesto internazionale particolarmente incerto. Questa mattina l’Istat ha drasticamente tagliato le prospettive sull’economia italiana avvertendo che l’evolversi della crisi sul commercio mondiale e l’incertezza dello scenario politico ed economico internazionale potrebbero peggiorare la situazione. Se a novembre l’istituto aveva stimato per il nostro Paese un incremento del prodotto interno lordo nell’anno corrente dell’1,3%, nella nota semestrale diffusa oggi il dato è stato portato allo 0,3% (+0,9% nel 2018). La debolezza dell’economia si rifletterà anche sul mercato del lavoro, dove per il tasso di disoccupazione è previsto un aumento al 10,8%. L’ultimo dato disponibile, relativo marzo 2019, si è attestato al 10,2%. 

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un -0,61% fermandosi a 20.573,31 punti in scia di un comparto bancario che, in linea con quello europeo, si è mosso sotto la parità. In particolare evidenza troviamo Unicredit, scesa dell’1,01%, Intesa Sanpaolo, in rosso dell’1,79% e Mediobanca, che ha lasciato sul campo il 2,22%. Ancora lettera su BPER Banca (-2,13%) su cui l’Antitrust ha avviato un’indagine in relazione all'operazione Unipol Banca. 

Limita le perdite Generali (-0,21%) nel giorno delle indiscrezioni sulla possibile acquisizione delle attività in Europa di MetLife. Gli asset oggetto di trattativa potrebbero valere circa due miliardi di euro. Giornata poco mossa per lo spread Btp Bund, sostanzialmente invariato a 271,3 punti base (+0,18%). 

In una giornata negativa per le quotazioni del greggio, il petrolio Brent perde l’1,43% a 71,15 dollari il barile dopo l’incremento inatteso delle scorte statunitensi (+4,7 milioni, contro un consenso a -1,7 milioni), Eni, Saipem e Tenaris hanno rispettivamente chiuso con un -0,84, un -0,72 e un -3,14 per cento. 

Nel comparto industriale, +0,89% per Leonardo, che ha rinnovato un accordo di distribuzione per il Regno Unito. Giornata all’insegna degli acquisti per Moncler (+2,98%) mentre la performance migliore all’interno del listino principale è stata registrata dalle azioni Juventus (+5,68%) alle prese con la scelta del nuovo allenatore.  

(in collaborazione con money.it)