Borsa Milano, indici in calo con volumi festivi, giù oil, lusso, tengono utility

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Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Seduta molto negativa a Piazza Affari, con l'indice delle blue chip sui minimi da metà marzo. Pesa il contesto globale dei mercati che risentono dei timori sull'andamento dell'economia cinese alla luce delle nuove restrizioni in atto anche nella capitale Pechino dopo Shanghai a causa della recrudescenza della pandemia.

Giù le borse asiatiche e anche le previsioni sulla riapertura di Wall Street nel pomeriggio non sono positive dopo che il Dow Jones lo scorso venerdì ha realizzato il peggiore ribasso da ottobre 2020.

Sullo sfondo resta sempre l'incertezza legata al prolungarsi della guerra in Ucraina in assenza di segnali concreti di un raggiungimento di una tregua.

"Seduta con pochi volumi che amplia la volatilità sui titoli. C'è poco da dire oggi. I mercati scendono in maniera corale", osserva un trader.

Intorno alle 12,45 l'indice FTSE Mib cede 1,73%, tornando sui livelli di metà marzo. Volumi non significativi, di poco sopra 800 milioni di euro, se si considera che la seduta di borsa odierna cade in un giorno festivo con le banche chiuse e operativo solo il trading online.

Tra i titoli in evidenza:

Pesante tutto il comparto oil che in Europa cede il 3,8% per il ritracciamento del greggio a seguito dei timori sulla domanda in Cina: TENARIS perde il 5,4%, SAIPEM il 4,6%, ENI il 3,3%. Giù anche le società di raffinazione petrolifera, come SARAS in flessione del 6,2% o D'AMICO attiva nello shipping del petrolio che arretra del 5,3%.

Tengono le utility su cui oggi c'è uno studio di Deutsche bank. In lieve rialzo ENEL (+0,5%) nonostante il broker abbia tagliato il prezzo obiettivo a 8 euro da 8,5 euro. Piatta SNAM dopo che Deutsche ha alzato il prezzo obiettivo a 6 euro da 5,6. cedente TERNA (-0,2%) con il broker che ha portato il prezzo obiettivo a 8,3 euro da 7,7 e il rating a "Hold" da "Buy". Infine, ITALGAS in calo dello 0,7%. In questo caso il prezzo obiettivo è stato alzato a 6,1 euro da 5,5 precedente.

Continua la lettera sulle banche anche se in recupero dai minimi di avvio seduta. Fra le peggiori INTESA SANPAOLO (-2%) che sconta la decisione di Morgan Stanley di tagliare il prezzo obiettivo a 3,2 euro da 3,7 euro. Venduta anche UNICREDIT (-1,7%) con ancora Morgan Stanley che ha rivisto il target a 16,5 euro da 19,5. Giù anche MEDIOBANCA (-1,2%) sempre in scia di Morgan Stanley che ha portato il prezzo obiettivo a 11,7 euro da 12,1 euro. Rientra la fiamnmata su MPS, arrivata a guadagnare ben oltre il 2% nel durante e con volumi, ma che si confronta con un ribasso analogo registrato venerdì scorso.

In forte calo anche l'automotive - in Europa l'indice settoriale arretra del 2% - con FERRARI che prosegue nella fase ribassista e cede l'1,9%. Fa peggio STELLANTIS con un ribasso del 2,8%. Non si sottrae alla lettera anche CNH con un calo del 3,4%.

I timori legati alla Cina non lasciano scampo anche al settore del lusso con MONCLER in ribasso del 3,7% e FERRAGAMO che perde il 4,7%. TOD'S è in flessione del 3,6%.

Infine, fuori dal paniere OVS perde il 3,7% dopo i risultati del primo trimestre. Secondo Banca Akros, che conferma il rating di "Neutral", i risultati trimestrali a livello complessivo "sono leggermente migliori rispetto alle attese per l'intero anno. Tuttavia, centrale sarà la stagione invernale e prima di quella preferiamo restare cauti".

(Giancarlo Navach, editing Stefano Bernabei)

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