Borsa Milano parte piatta, giu' banche, oil, bene Prysmian, A2A

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L'ingresso principale della Borsa di Milano

MILANO, 17 giugno (Reuters) - Piazza Affari parte poco mossa, oramai una costante delle ultime sedute, mentre hanno chiuso negativi anche oggi i mercati asiatici, penalizzati dal balzo dei rendimenti dei Treasury Usa e dal recupero del dollaro, vicino ai massimi da due mesi. Gli investitori stanno digerendo i commenti della Fed sul possibile rialzo dei tassi a partire dal 2023.

Sul fronte delle materie prime, prendono una pausa i prezzi del petrolio dopo i recenti balzi, penalizzati dai timori legati alla domanda e alle nuove forniture dall'Iran.

Tra i titoli in evidenza:

Bancari che tornano a scendere dopo la parentesi positiva di ieri: Unicredit in calo dell'1,4%, giù anche Intesa Sanpaolo (-0,35%). Positiva Mps che sale dello 0,6%, mentre Bper arretra dell'1%.

Nel settore oil sempre piatta Eni, debole Saipem (-0,7%), venduta anche Maire Tecnimont in flessione dell'1% circa.

Fra le utility, bene A2A che balza dell'1,5%.

Ben raccolta Prysmian in salita del 2,4% dopo che si è aggiudicata una commessa da 140 milioni dalla utility turca Teias per installare due cavi sottomarini ad alta tensione per la trasmissione di energia. Per il broker Equita, si tratta di una notizia positiva, "che conferma l'esposizione di Prysmian verso la transizione energetica e incrementa la visibilità dei progetti".

Fuori dal paniere, non conosce sosta la corsa di TOD'S che balza anche oggi con un +5% e supera i 59 euro con l'interesse su questo titolo che non si spegne e si è rafforzato a seguito della quotazione alla borsa di Francoforte del fashion store online About You pochi giorni fa. Le azioni si muovono in un canale rialzista che va avanti ininterrottamente da aprile quando fu annunciato l'ingresso di Chiara Ferragni nel board della società e che vede una performance positiva di oltre il 90%.

Infine, rallenta Ovs (-0,5%), partita forte in avvio dopo i risultati del primo trimestre febbraio-aprile - con un aumento della quota di mercato all'8,7%, pur in assenza di nuove superfici, e vendite nette balzate del 123,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, afflitto dalla pandemia.

(Giancarlo Navach, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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