Borsa Milano, venerdì difficile, pesano timori elezioni, giù oil e banche

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L'ingresso principale della Borsa di Milano

MILANO, 22 gennaio (Reuters) - - Seduta di forti vendite a Piazza Affari che sconta il rischio di elezioni anticipate nell'ultima seduta della settimana con gli investitori che tendono a chiudere le posizioni.

Tuttavia l'intero contesto dell'azionario europeo è negativo a causa delle nuove restrizioni ai viaggi nella zona euro con l'epidemia da coronavirus che non molla la presa e timori degli effetti sull'andamento dell'economia.

Milano amplifica il ribasso proprio perché il mercato non apprezza l'ipotesi di un ritorno alle urne a seguito delle difficoltà che il governo di Giuseppe Conte sta riscontrando nell'allargare la maggioranza dopo l'uscita di Italia Viva.

L'indice FTSE Mib ha bruciato tutto il rialzo accumulato da inizio anno registrando un calo superiore all'1% da fine 2020.

Secondo un primario broker italiano, "pur rimanendo improbabile, il rischio di elezioni anticipate è aumentato nelle ultime ore a seguito dell'evoluzione incerta della crisi".

Dall'altra parte dell'Atlantico, invece, la situazione è totalmente diversa: ieri S&P 500 e Nasdaq hanno toccato nuovi massimi storici grazie all'ottimismo per nuovi stimoli con la presidenza Biden per sostenere l'economia e dopo che i dati hanno mostrato una tiepida ripresa del mercato del lavoro e oggi consolidano i guadagni.

Si allarga ulteriormente la forbice del rendimento fra titoli di stato decennali italiani e tedeschi, intorno ai 129 punti base.

Di seguito il grafico con l'andamento del FTSE Mib da inizio anno a oggi:

Tra i titoli in evidenza:

Resta pesante Autogrill che perde il 5,4% dopo il tonfo del 13% di ieri a seguito dell'annuncio di un aumento di capitale fino a 600 milioni di euro che causerà un effetto diluitivo visto che l'ammontare della ricapitalizzazione è pari alla metà di quella di Borsa. Kepler Cheuvreux ha tagliato il prezzo obiettivo sul titolo a 4,1 euro da 5.

Il nuovo scivolone del prezzo del greggio incide sulle quotazioni dei titoli oil che tornano a scendere pesantemente, come nel periodo più duro dei lockdown: Eni perde l'1,4%, ma fanno peggio le oil service, come Tenaris (-4,5%), Saipem (-2,7%) e Maire Tecnimont (-4,2%).

L'ampliamento dello spread impatta direttamente sull'andamento dei titoli bancari: Intesa Sanpaolo cede il 2% circa, Unicredit il 2,6%.

Giù anche Leonardo in flessione del 3%. Secondo Mediobanca Securities, "la ripresa della produzione di A320 da parte di Airbus più bassa delle attese rappresenta una notizia negativa per Leonardo che costruisce alcune componenti per l'A321 a Nola vicino Napoli insieme a parti dell'A380".

Nel pomeriggio torna a salire Tod's (+2,3%).

Fra i minori, in spolvero De Longhi in crescita del 2,7% sulla scia dei riusltati preliminari sulle vendite del quarto trimestre del concorrente francese Groupe Seb che ha anche migliorato le stime sull'Ebit per l'anno fiscale 2020.

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)