Borsa: Piazza Affari sale del 4%, balzo per UniCredit e Intesa

webinfo@adnkronos.com

Le indicazioni relative un rallentamento dei contagi da Coronavirus e l’attesa per l’Eurogruppo di domani hanno permesso ai listini europei di iniziare la settimana in deciso territorio positivo. Sul listino di Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in rialzo di quattro punti percentuali tondi sopra quota 17 mila punti (17.039,31), spicca in particolare l’andamento del comparto bancario. 

UniCredit ha chiuso la seduta con un +8,67%, Intesa Sanpaolo è salita di quasi 10 punti percentuali (+9,71%) e Mediobanca ha segnato un +7,16%. Rialzi più contenuti per il terzetto formato da BPER (+1,94%), Banco BPM (+2,44%) e Ubi Banca (+2,75%). A sostenere gli acquisti anche il calo dello spread tra Btp e Bund, sceso di 2 punti percentuali a 193,9 punti base. 

Chiusura in forte territorio positivo anche per FCA (+6,71%) mentre Pirelli ha segnato un +1,23%. La prima ha annunciato che l’assemblea annuale dei soci, convocata per il 16 aprile 2020, verrà rinviata all’ultima parte di giugno 2020. La decisione “ha anche come conseguenza il rinvio della delibera sul dividendo ordinario 2019 di € 1,1 miliardi comunicato all’epoca della conclusione del Combination Agreement con Peugeot”. 

Il Cda della seconda ha invece deliberato di riformulare i target 2020 e di cancellare la distribuzione del dividendo sull’esercizio 2019. Dopo la decisione, gli analisti di Equita Sim hanno ridotto il target price sulle azioni Pirelli del 22% a 3,8 euro per azione, confermando il rating “hold” mentre Morgan Stanley ha annunciato di aver portato la valutazione da “overweight” a “equalweight” prezzo obiettivo che da 4,5 è stato ridotto a 3 euro. 

Atlantia (+0,3%) ha terminato di poco sopra la parità alla vigilia del Cda che potrebbe discutere del riassetto di Autostrade per l’Italia e fare il punto sulle trattative con il governo. Il Cda di Generali (+2,95%) è invece chiamato a decidere sul dividendo: secondo i ben informati, la compagnia potrebbe distribuire un mix di contante e azioni. 

Uno dei pochi segni meno sul Ftse Mib è appannaggio di Eni (-0,11%), che ha pagato pegno al ritorno delle vendite sul greggio (-4,8% del Brent a 32,5 dollari il barile) dopo il rinvio dal 6 al 9 aprile del meeting dell’Opec+ (il cartello che riunisce i maggiori Paesi esportatori). (In collaborazione con money.it)