Borse europa in calo su fiducia consumatori tedeschi, aumento casi virus

·2 minuto per la lettura
Panoramica dello Borsa di Francoforte, 1 ottobre 2020
Panoramica dello Borsa di Francoforte, 1 ottobre 2020

(Reuters) - L'azionario europeo è in ribasso e ha toccato i minimi da circa un mese sul calo di fiducia dei consumatori tedeschi, i timori per l'aumento dei casi di coronavirus nel continente e le incertezze sul nuovo pacchetto di stimoli negli Stati Uniti.

L'indice tedesco DAX cede lo 0,6% dopo un sondaggio dal quale è emerso che la fiducia dei consumatori della prima economia del continente è crollata a pochi giorni dall'inizio di novembre.

L'indice paneuropeo STOXX 600 è in calo dello 0,6%, dopo essere sceso fino al -1,2%, ai minimi dal 25 settembre.

I contagi da Covid-19 sono in aumento in tutta Europa, con la Spagna che per prima ha superato il milione di casi tra i Paesi dell'Europa occidentale e incrementi giornalieri record in Italia e Germania.

Il più ampio selloff pesa sui titoli tech, settore che registra le performance peggiori da inizio settimana. Il sentiment degli investitori è ancora incerto a causa delle lunghe trattative per la Brexit e per l'introduzione di un nuovo pacchetto di misure di stimolo negli Stati Uniti.

L'indice della borsa di Londra, l'FTSE 100 ha toccato i minimi da cinque mesi, con IAG , che controlla British Airways, che cede l'1,8% dopo aver rivisto al ribasso le previsioni sulla capacità per il 2020. [.L]

Tuttavia, i risultati societari del terzo trimestre continuano a mostrare una situazione migliore del previsto.

Schneider Electric, gruppo industriale francese, è in rialzo di circa il 3%, registrando una tra le migliori performance sullo STOXX 600, dopo aver rivisto al rialzo le previsioni su ricavi e margini per il 2020.

Unilever, guadagna lo 0,4% dopo essere tornata a registrare una crescita -- maggiore del previsto -- delle vendite per il terzo trimestre, guidata dai mercati emergenti.

Essity, azienda svedese che si occupa di prodotti per l'igiene, crolla del 5,6%, con le vendite che hanno risentito della tendenza generalizzata a restare in casa.