Borsellino: depistaggio, Li Gotti 'atteggiamento ostracismo Di Matteo con pentito Brusca'

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Caltanissetta, 19 nov. (Adnkronos) – "C'era un atteggiamento forzato da parte del pm Antonino Di Matteo nei confronti del collaboratore Giovanni Brusca. C'era un vero e proprio ostracismo del magistrato Di Matteo contro Brusca". A dirlo, in aula, al processo sul depistaggio sulla strage di via D'Amelio, è l'avvocato Luigi Li Gotti che prosegue la sua deposizione. Rispondendo alle domande dell'avvocato Fabio Trizzino, che è difensore di parte civile della famiglia Borsellino, e marito di Lucia Borsellino, figlia maggiore del giudice ucciso da Cosa nostra, Li Gotti ha ricordato il periodo in cui, tra il 1996 e il 1997, era difensore del collaboratore Giovanni Brusca. "Io ebbi un moto di reazione, abbandonai la difesa salvo poi rientrare nella parte conclusiva. Lo feci come gesto di reazione, è chiaro che lì veniva alterata una realtà che veniva ricostruita seppur faticosamente con le dichiarazioni dei collaboratori". E aggiunge: "Fu messo in dubbio uno dei fondamenti della presenza dei collaboratori di giustizia", spiega. E quando il Presidente del Tribunale gli chiede cosa intenda per "atteggiamento forzato da parte del pm Di Matteo nei confronti di Brusca", l'avvocato Li Gotti ribadisce che l'atteggiamento era di "ostracismo".

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