Borsellino: in mille alla fiaccolata di Palermo

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Oltre mille persone hanno partecipato, ieri sera, alla tradizionale fiaccolata in ricordo del procuratore Paolo Borsellino e degli uomini della scorta uccisi il 19 luglio del ’92, un appuntamento con la più longeva manifestazione antimafia in Sicilia che si è rinnovata anche quest’anno con la 23/ma e che ha avuto per tema centrale “Fiaccole accese nel buio della notte”. La fiaccolata è organizzata dal “Forum 19 Luglio” (cartello che raggruppa trasversalmente associazioni, movimenti ed istituzioni) e “Comunità ‘92” (coordinamento che unisce le varie anime della destra siciliana ideatrici della manifestazione). Alla manifestazione aderiscono 60 associazioni e 21 comuni (tra cui Palermo, Catania, Verona e Vicenza). Il corteo è partito intorno alle 20,45 da piazza Vittorio veneto a Palermo ha percorso via Libertà fino a raggiungere la via D’Amelio, davanti all’albero che ricorda il punto in cui perse la vita Paolo Borsellino. Poi il minuto di raccoglimento e l’Inno nazionale. Sulle magliette di molti partecipanti, che hanno sfilato con le fiaccole accese, la scritta “Paolo Vive”. Moltissimi giovani, ma anche famiglie e associazioni i comuni con i loro gonfaloni, sindaci e rappresentanti delle istituzioni. Presente, come ogni anno, Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia e numerosi sindaci siciliani con le fasce tricolori. “Da 23 anni partecipo alla fiaccolata per ricordare Paolo Borsellino e i poliziotti della sua scorta ed è una grande soddisfazione che sia diventata punto di riferimento per la città. Però il ricordo non basta, serve la giustizia e serve la verità se vogliamo davvero combattere la mafia e sulla vicenda della strage di via D'Amelio troppe omissioni, troppe ombre scandalose per una nazione come la nostra", ha detto Giorgia Meloni. "Il Parlamento può e deve fare la sua parte - ha aggiunto - noi di Fratelli d'Italia chiediamo l'istituzione di una commissione di inchiesta, oggi i parlamentari di tutto l'arco costituzionale hanno ricordato Paolo Borsellino, lo facciano coerentemente sostenendo la nostra proposta e se sarà così i tempi saranno molto brevi, altrimenti vuol dire che qualcuno si e' assunto la responsabilità di non andare avanti". "Vogliamo conoscere la verità sulla strage di via D'Amelio, in cui vennero uccisi il procuratore Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Per questa ragione ho firmato per l'istituzione della commissione d'inchiesta, così come annunciato dalla presidente Giorgia Meloni, sull'attentato del 19 luglio di 27 anni fa". Lo dice Carolina Varchi, deputato nazionale di Fratelli d'Italia e capo gruppo in commissione giustizia, che ha partecipato alla fiaccolata. "Paolo Borsellino - aggiunge - è un martire della mafia, così come i tanti uomini dello Stato che sono caduti per assolvere al proprio dovere, e noi abbiamo il diritto di conoscere la verità e di raccontarla ai cittadini che in questi anni bui hanno dovuto assistere a depistaggi, bugie, insabbiamenti e falsità. La lotta per liberare la Sicilia dalla mafia non è finita e lo dimostrano le operazioni in serie condotte da forze dell'ordine e magistratura per debellare un cancro che ormai non affligge soltanto la nostra Isola", conclude Varchi.

Oltre mille persone hanno partecipato, ieri sera, alla tradizionale fiaccolata in ricordo del procuratore Paolo Borsellino e degli uomini della scorta uccisi il 19 luglio del ’92, un appuntamento con la più longeva manifestazione antimafia in Sicilia che si è rinnovata anche quest’anno con la 23/ma e che ha avuto per tema centrale “Fiaccole accese nel buio della notte”. La fiaccolata è organizzata dal “Forum 19 Luglio” (cartello che raggruppa trasversalmente associazioni, movimenti ed istituzioni) e “Comunità ‘92” (coordinamento che unisce le varie anime della destra siciliana ideatrici della manifestazione). Alla manifestazione aderiscono 60 associazioni e 21 comuni (tra cui Palermo, Catania, Verona e Vicenza). Il corteo è partito intorno alle 20,45 da piazza Vittorio veneto a Palermo ha percorso via Libertà fino a raggiungere la via D’Amelio, davanti all’albero che ricorda il punto in cui perse la vita Paolo Borsellino. Poi il minuto di raccoglimento e l’Inno nazionale. Sulle magliette di molti partecipanti, che hanno sfilato con le fiaccole accese, la scritta “Paolo Vive”. Moltissimi giovani, ma anche famiglie e associazioni i comuni con i loro gonfaloni, sindaci e rappresentanti delle istituzioni. Presente, come ogni anno, Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia e numerosi sindaci siciliani con le fasce tricolori. 

“Da 23 anni partecipo alla fiaccolata per ricordare Paolo Borsellino e i poliziotti della sua scorta ed è una grande soddisfazione che sia diventata punto di riferimento per la città. Però il ricordo non basta, serve la giustizia e serve la verità se vogliamo davvero combattere la mafia e sulla vicenda della strage di via D'Amelio troppe omissioni, troppe ombre scandalose per una nazione come la nostra", ha detto Giorgia Meloni. "Il Parlamento può e deve fare la sua parte - ha aggiunto - noi di Fratelli d'Italia chiediamo l'istituzione di una commissione di inchiesta, oggi i parlamentari di tutto l'arco costituzionale hanno ricordato Paolo Borsellino, lo facciano coerentemente sostenendo la nostra proposta e se sarà così i tempi saranno molto brevi, altrimenti vuol dire che qualcuno si e' assunto la responsabilità di non andare avanti". 

"Vogliamo conoscere la verità sulla strage di via D'Amelio, in cui vennero uccisi il procuratore Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Per questa ragione ho firmato per l'istituzione della commissione d'inchiesta, così come annunciato dalla presidente Giorgia Meloni, sull'attentato del 19 luglio di 27 anni fa". Lo dice Carolina Varchi, deputato nazionale di Fratelli d'Italia e capo gruppo in commissione giustizia, che ha partecipato alla fiaccolata. "Paolo Borsellino - aggiunge - è un martire della mafia, così come i tanti uomini dello Stato che sono caduti per assolvere al proprio dovere, e noi abbiamo il diritto di conoscere la verità e di raccontarla ai cittadini che in questi anni bui hanno dovuto assistere a depistaggi, bugie, insabbiamenti e falsità. La lotta per liberare la Sicilia dalla mafia non è finita e lo dimostrano le operazioni in serie condotte da forze dell'ordine e magistratura per debellare un cancro che ormai non affligge soltanto la nostra Isola", conclude Varchi.