Boschi, il rimpasto non basta, e al voto non si torna

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AGI - “Noi siamo pronti al dibattito in Parlamento, le nostre ministre sono pronte a dimettersi. Conte si decida”. È quanto intima Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva a Montecitorio , in un'intervista a La Stampa, nella quale precisa che la domanda sui motivi della situazione di stallo “va fatta al presidente Conte, non a noi“.

“Noi – precisa Boschi – abbiamo posto questioni di merito: dal piano vaccini all'Alta velocità, dalla riapertura delle scuole all'utilizzo del Mes per la sanità. A oggi, nessuna risposta dal governo”. E secondo l'esponente renziana, “forse il presidente vuole verificare fino in fondo l'ipotesi dei responsabili prima di chiarirsi con noi”, atteggiamento per altro “legittimo, ma l'importante è che non perda tempo”, chiosa.

Ma poi la capogruppo di Iv alla Camera dei deputati incalza: “La narrazione che viene dagli uffici del premier è che ci accontenteranno con un rimpasto. Non è così. Per noi contano le idee, non gli incarichi. Tutti a parole si dicono d'accordo con i temi che abbiamo posto. Innanzitutto chiariamoci su questo, poi verranno i ministri. Noi vogliamo aprire le scuole, non una crisi di governo. I governi durano finché hanno la maggioranza in Parlamento. Tocca al premier, non a me, decidere con quali strumenti vuole verificare se questa maggioranza c'è ancora”.

Quindi, prosegue Boschi, “se avessimo voluto fare ricatti su un singolo punto, avremmo potuto mettere in difficoltà più volte il governo anche nelle settimane precedenti. Specie in Senato. Detto questo, se Conte e M5S insistono a dire no a 37 miliardi disponibili subito per la sanità devono spiegare ai cittadini i ritardi sui vaccini, le difficoltà coi tamponi, le liste di attesa per una mammografia. Non è decisivo per Italia viva, è decisivo per l'Italia”. E, a questo punto, ritiene anche che “di poter dire che su questo punto tutti arriveranno sulla nostra posizione”.

Quanto al premier, “che cosa abbia in testa Conte – dichiara infine Maria Elena Boschi - non è dato saperlo e sono anche personalmente molto sorpresa dal modo con il quale sta giocando questa partita” anche perché “nessuno avrebbe mai immaginato, tre anni fa, che un professore senza esperienza politica diventasse premier”. Ma di una cosa è certa, la capogruppo di Italia viva: “L'unico scenario che non vedo praticabile – dice – sono le elezioni anticipate: nessuno le vuole e chi le minaccia lo fa soltanto per impaurire gli altri”.