Bosnia, da Caritas Ambrosiana refettorio da campo per i migranti

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 11 feb. (askanews) - Una tensostruttura riscaldata, capace di ospitare fino a 600 persone, sta nascendo a Lipa, nella Bosnia Nord-occidentale, al confine con la Croazia, grazie a una raccolta fondi della Caritas Ambrosiana. Si tratta di un refettorio da campo nel quale gli operatori della Croce Rossa di Bihac, appena pronto, distribuiranno due pasti al giorno, alle centinaia di migranti bloccati, nel tentativo di entrare nell'Ue, in un campo profughi improvvisato. Nelle altre ore della giornata la tenda offrirà ai migranti un posto caldo dove stare.

A Lipa nelle ultime settimane le temperature sono scese di notte parecchi gradi sotto lo zero e le nevicate sono frequenti. Solo una parte dei 900 profughi che abitavano la tendopoli è accolta nelle nuove tende che l'esercito bosniaco ha montato. Gli altri, alcune centinaia, vivono in ripari di fortuna da quando l'antivigilia di Natale un incendio ha distrutto il precedente campo. Secondo la Caritas le condizioni igienico sanitarie sono disastrose perché non c'è acqua corrente, i bagni chimici sono insufficienti e a causa del freddo non funzionano. I casi di scabbia, le malattie da raffreddamento e i principi di assideramento sono numerosi.

"Vogliamo ringraziare i tanti donatori che hanno sostenuto questa opera decisiva in un momento tanto drammatico per queste persone intrappolate nei boschi da una serie di cause legate alla drammaticità della rotta Balcanica e le difficoltà di rapporto tra autorità locali e nazionali", ha commentato in una nota Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana. Domani alle 12 sarà possibile seguire il cantiere collegandosi in diretta sulla pagina Facebook di Caritas Ambrosiana. In questa occasione dal campo sulle alture della Bosnia Silvia Maraone, operatrice di Ipsia, la Ong delle Acli che collabora con Caritas, aggiornerà sull'evoluzione della situazione.