Botta e risposta all'Onu tra Egitto ed Etiopia su diga Rinascimento -2-

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Roma, 24 giu. (askanews) - Nella sua lettera, il ministro degli Esteri etiopico, Gedu Andargachew, ha respinto l'accusa di voler procedere in modo unilaterale, sottolineando la disponibilit di Addis Abeba a portare avanti i negoziati a tre - Etiopia, Egitto e Sudan - sulle operazioni per riempire il bacino. Nel testo, riportato dal Sudan Tribune, Gedu ha rimarcato come i negoziati si siano arenati a fronte dell'insistenza egiziana sui propri "diritti storici".

"La nozione di 'diritti storici e uso corrente' fa riferimento all'Accordo di epoca coloniale del 1959 tra Egitto e Sudan, che divideva tra loro le acque del Nilo, ignorando completamente l'Etiopia - ha spiegato il ministro - con questo accordo privo di valore e ingiusto, l'Egitto si garantito la quota maggiore delle acque del Nilo". La decisione del Cairo di includere l'accordo del 1959 tra gli allegati della missiva all'Onu sta a indicare, secondo il ministro etiopico, che "l'Egitto ha deciso di utilizzare i negoziati sulla Gerd per spingere l'Etiopia a sostenere quell'accordo ingiusto del 1959, che un anatema per l'Etiopia, come lo sarebbe per qualsiasi nazione sovrana".(Segue)