Bottiglie d'acqua di plastica lasciate al sole provocano il cancro?

(Getty)

La notizia circola in rete, fa il giro delle chat su whatsapp: “Il veleno che esce dalla plastica riscaldata è chiamato antimonio ed è stato denunciato per lungo tempo. Se lasciate la vostra bottiglia di plastica con acqua in macchina durante i giorni caldi e bevete l’acqua dopo che è stata riscaldata, correte il rischio di sviluppare il cancro al seno. I medici spiegano che il calore induce la plastica a emettere un residuo chimico tossico che produce questo tipo di malattia nel seno. Questo elemento è lo stesso trovato nel tessuto mammario con il cancro. Quindi per favore non prendete l’acqua da bottiglie di plastica che sono state riscaldate e passate questo a tutte le donne. Non riscaldate nel forno (forno a microonde), cibo in contenitori di plastica ma in contenitori di ceramica o di vetro che sopportano il calore. Le donne devono essere informate per evitare il problema. Non tenete queste informazioni per voi ma condividete!”.

La verità dell’oncologo

Quanto c’è di vero nel messaggio d’allarme che circola sui social? Il Corriere della Sera lo ha chiesto a Massimo Di Maio, direttore dell’Oncologia all’Ospedale Mauriziano di Torino. “Qualche mese fa, uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica European Journal of Cancer ha evidenziato che il 15% degli inglesi intervistati si è detto convinto che ci sia un’associazione tra l’abitudine di bere acqua da bottiglie di plastica e il cancro”, spiega l’oncologo. “In realtà, non c’è alcuna dimostrazione scientifica di questo rischio: anche negli esperimenti più “estremi”, in cui le bottiglie sono state riscaldate per molte ore, la quantità di sostanze rilasciate nell’acqua è risultata di gran lunga inferiore ai limiti ritenuti sicuri per la salute”. 

L’origine della bufala

Da dove arriva, allora, questa fake news? “Il presunto rischio di tumore al seno nasce dal fatto che alcune delle sostanze contenute nelle bottiglie di plastica che vengono “rilasciate” dopo intenso riscaldamento sono considerate in grado di modificare i livelli e l’attività degli ormoni nel corpo, ma – anche in questo caso – le quantità ragionevolmente presenti nell’acqua sono molto più basse di quelle potenzialmente pericolose”, aggiunge Massimo Di Maio. Per ridurre ancora di più il rischio, è bene non lasciare le bottiglie troppo tempo al sole. Ma si tratta di un eccesso di prudenza, come spiegato, perché le quantità potenzialmente pericolose non raggiungono livelli non preoccupanti.