Braccate dagli uomini che hanno incarcerato, le giudici afghane cercano vie di fuga

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Parenti trasportano il cadavere di una giudice uccisa da assassini ignoti a Kabul

L'AIA (Reuters) - Al sicuro in Europa dopo essere riuscita a scappare da Kabul, una giudice afghana racconta di come sia stata braccata da alcuni uomini che aveva mandato in carcere, liberati ora dai talebani.

"Quattro o cinque talebani sono arrivati ed hanno chiesto alle persone che erano in casa mia 'dove'e' questa giudice?'. Erano persone che io avevo mandato in carcere, ha raccontato la donna, che ha chiesto di non essere identificata, durante un'intervista rilasciata a Reuters da una località non specificata.

Circa 250 giudici in Afghanistan sono donne. Alcune di loro sono riuscite a fuggire nelle ultime settimane, ma la maggior parte sta ancora cercando di uscire dall'Afghanistan, secondo quanto riportano alcuni loro colleghi internazionali e attivisti che hanno formato delle reti di supporto per salvarle.

I talebani, che hanno ripreso il potere in Afghanistan ad agosto durante la ritirata delle truppe Usa e alleate, avevano impedito alle donne di svolgere la gran parte dei mestieri durante il loro ultimo periodo al potere vent'anni fa.

In una conferenza stampa tenutasi poco dopo l'occupazione di Kabul, un portavoce dei talebani ha assicurato che i diritti delle donne saranno tutelati secondo i principi della legge islamica, aggiungendo che sara' loro concesso di lavorare in settori importanti della società.

Gli Stati occidentali si sono detti pronti a confrontarsi con i talebani, ma di voler vedere atti concreti e non solo promesse per il rispetto e la salvaguardia dei diritti umani.

Le donne impiegate nella giustizia sono state dei bersagli di alto profilo anche nel recente passato. Due giudici della corte suprema sono state assassinate a colpi di arma da fuoco da degli aggressori non identificati a gennaio. Ai tempi un portavoce dei talebani negò qualsiasi coinvolgimento del gruppo.

Oggi, i talebani hanno rilasciato in tutte le aree del paese, dei detenuti che "mettono seriamente in pericolo le vite delle giudici", secondo a giudice afghana.

La donna è in contatto con alcune colleghe in Afghanistan. "I loro messaggi sono di paura e di completo terrore. Mi dicono che se non verranno evacuate, le loro vite saranno a rischio".

La giudice è riuscita a fuggire con l'aiuto di un collettivo di volontari per i diritti umani e di colleghi dell'International Association of Women Judges (Iawj).

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Giselda Vagnoni, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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