Braccialetto salvavita per anziani, a Milano ha inizio la sperimentazione

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Al via, a Milano, la sperimentazione del braccialetto salvavita per anziani nei quartieri di Porta Venezia, Città Studi e Lambrate. I soggetti coinvolti nel progetto sono 200, tutti volontari.

A Milano il braccialetto salvavita per anziani

Il braccialetto salvavita per anziani è dotato di un codice QR che consente, in caso di malore, un più rapido soccorso grazie alla lettura rapida dei dati come il nome, il codice fiscale della persona e i numeri telefonici personali di emergenza da chiamare. Il personale a bordo dell’ambulanza riuscirà così ad avere subito un quadro clinico e socio-ambientale dell’assistito.

“È un passo verso quel welfare territoriale che è fondamentale per la salute dei cittadini” ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali del municipio 3, Massimo Scarinzi. “Questa iniziativa – racconta l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – si inserisce all’interno del progetto ‘Cittadini più coinvolti e più sicuri’, nato nel 2012 per facilitare le operazioni di soccorso in situazioni di emergenza medico-sanitaria. Tra gli strumenti di questo tipo già sperimentati anche tra gli inquilini delle case popolari c’è la busta rossa che contiene le informazioni anagrafiche e cliniche e che l’interessato deve tenere in posizione ben visibile in casa. Il braccialetto, sfruttando la tecnologia come strumento salvavita, è un ulteriore passo avanti nella direzione di una sempre maggiore attenzione alla cura degli anziani, soprattutto coloro che vivono da soli”.

Il referente del progetto Sergio Boniolo, vicepresidente della Commissione competente ha sottolineato: “È uno dei diversi interventi che portiamo avanti verso la terza età, e la nostra intenzione è di estenderlo a tutta la città”.

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    "Siamo vicini al punto di rottura sociale, e non solo in Francia". Parla Fitoussi

    Le imponenti manifestazioni e gli scioperi in corso da giovedì sono "la risposta dei francesi alla paura di perdere diritti sociali storici, ma anche una contestazione nei confronti di un governo nel quale non hanno fiducia per attuare una riforma così cruciale". Lo dice all'AGI l'economista e docente universitario francese Jean-Paul Fitoussi, analizzando implicazioni profondi e conseguenze del processo di riforma attuato dal presidente Emmanuel Macron."È in atto - secondo Fitoussi - un braccio di ferro tra l'esigenza dello Stato francese di ridurre la spesa pubblica, tagliando le pensioni che costano troppo, e dall'altra la reazione della gente che si vede impoverita, con a disposizione meno mezzi rispetto a 50 anni fa, e per giunta senza aver capito con chiarezza cosa prevede la riforma, altro fattore che genera paura".Secondo gli ultimi sondaggi pubblicati dai media d'Oltralpe, il 76% dei francesi concorda sulla necessità di una riforma del sistema pensionistico, ma il 64% non ha fiducia nell'attuale governo per portarla avanti. "E come si fa ad avere fiducia? Il governo - ragiona Fitoussi - ci sta lavorando da 2 anni e ancora oggi non è capace di illustrare nel dettaglio la sua riforma e soprattutto ha messo sul tavolo troppi cambiamenti tutti insieme", prosegue l'economista.In Francia negli ultimi 25 anni sono già state operate 7 riforme delle pensioni, tutte impopolari, che quasi ogni volta hanno alimentato proteste, ma alla fine sono state adottate. "Questa volta - dice Fitoussi - è un po' diverso. Il nodo della riforma e' l'abolizione dei regimi speciali, conquista ottenuta progressivamente dal Dopoguerra in poi, punta di diamante del sistema pensionistico francese", evidenzia Fitoussi in una prospettiva storica. Un sistema destinato a generare nuove diseguaglianzeI regimi speciali tengono conto del tipo di lavoro svolto, della speranza di vita dei lavoratori ed altri fattori. È un sistema su misura che stabilisce per ogni comparto professionale età pensionabile, anni di contributi da versare e calcola la pensione da percepire in vecchiaia. "Per renderla più accettabile, questa riforma viene presentata dal governo come universale, quindi portatrice di uguaglianza sociale. In realtà la definizione di uguaglianza che ne è alla base è piuttosto superficiale.Nei fatti, cosi come viene presentata, porterà proprio al contrario. Eliminare i criteri personalizzati, tra cui l'aspettativa di vita, è una presa in giro dei lavoratori" valuta il docente universitario. In base ai dati Ocse, tra un lavoratore con studi superiori e chi non ha titoli e svolge un'attività laboriosa c'è una differenza di aspettativa di vita di 8 anni. Secondo Fitoussi il sistema universale a punteggio - ispirato a quello in vigore in Svezia - è destinato a generare nuove diseguaglianze sociali, pertanto più che sopprimere tutti questi regimi speciali indiscriminatamente sarebbe opportuno studiarli a fondo uno ad uno per riformarli gradualmente oltre a concepirne altri, tenendo conto delle attuali condizioni socio-economiche del Paese e delle nuove professioni. Inoltre una riforma così profonda del sistema pensionistico francese avrebbe ripercussioni anche sul livello dello stipendio percepito durante la vita attiva, soprattutto per alcune categorie particolarmente perdenti se venisse approvata.Oggi in Francia il livello dei salari viene calcolato tenendo anche conto della 'generosità' delle pensioni. Chi si orienta verso professioni nel settore pubblico, come i professori o gli agenti dello Stato, accetta uno stipendio piu' basso rispetto al privato, ben sapendo che verrà compensato con un livello di pensione piuttosto alta. Un sistema universale cancellerebbe questa forma di compensazione e non basterebbe operare aumenti salariali, come preventivato dal governo, per farlo accettare. Il peggioramento dei servizi"Così facendo, sul medio lungo termine avremo sempre meno giovani francesi interessati ad una carriera nel pubblico, dalla scuola alle amministrazioni, facendo mancare al Paese figure cruciali per offrire servizi pubblici di qualità, causando ulteriori danni ai cittadini" ipotizza Fitoussi."In questi giorni se i francesi hanno aderito così numerosi a manifestazioni e scioperi è perché facendo il confronto con la qualità dei servizi offerti nel passato, dall'ospedale alla scuola fino alla previdenza sociale, si rendono conto di un peggioramento e non ci stanno" aggiunge l'economista. A guadagnarci saranno le assicurazioni private, ma che non tutti potranno permettersi per garantirsi una pensione integrativa oltre a quella pubblica, che sarà inevitabilmente ridotta dal nuovo sistema a punteggio. La prossima settimana il premier Edouard Philippe e l'alto commissario per le pensioni, Jean-Paul Delevoye, presenteranno la riforma nel dettaglio. "Se ragionano come dovrebbero, faranno marcia indietro su più aspetti. È in gioco la seconda parte del mandato di Macron e le prossime elezioni sono troppo vicine" prevede Fitoussi. Ma il caso della Francia in Europa non è isolato. "Parigi come altre capitali europee hanno fatto la promessa di essere buoni allievi di Bruxelles. Significa ridurre la spesa pubblica, disinvestire nei beni e servizi pubblici, limare il Welfare State, per paura del disavanzo e del debito pubblico" afferma l'autore di "La neolingua dell'economia", uscito lo scorso ottobre in Italia. Un sistema che non può durare senza generare violenzeGuardando oltre la contestazione dei francesi per la riforma delle pensioni, Fitoussi afferma che "dall'Ue l'intento è proprio quello di ridurre diritti e tutela dei lavoratori che di conseguenza hanno un potere negoziale e stipendi più bassi, mentre aumenta quello delle aziende private, dei profitti". In caso di conflitto sociale quelli presentati come cattivi dalle istituzioni sono quanti denunciano un indebolimento dei propri diritti e redditi."Il caso della Francia è emblematico: dimostra che investire nel sociale non blocca l'economia, anzi. Da 10 anni, costretta dall'Ue a ridurre costantemente diritti sociali e Welfare State ha visto le sue performance economiche bloccate. E lo stesso avviene in molti altri paesi del vecchio continente", valuta l'economista. "Il sistema attuale sta ampiamente dimostrando i suoi limiti e non potrà durare a lungo senza generare violenze. Siamo sempre più vicini al punto di rottura sociale. Non solo in Francia", conclude Fitoussi.

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    L'Inps ha chiesto un risarcimento di 124mila euro alle due figlie minorenni di Cristina Biagi, una donna uccisa dal marito Marco Loiola il 28 luglio 2013 e poi suicidatosi. La tragedia avvenne a Marina di Massa (Massa Carrara). Loiola sparò alla moglie all'interno del ristorante dove la donna lavorava per poi togliersi la vita. Poche ore prima Loiola aveva tentato di uccidere un amico della coppia, che credeva erroneamente essere il suo rivale in amore: raggiunto da sei colpi di pistola l'uomo riuscì a sopravvivere, con conseguenze.

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    Caio Mussolini: "Uomo forte? Una necessità"

    La paura dell'uomo forte? "Un vecchio tic della sinistra. Per loro erano uomini forti De Gasperi e Fanfani, Berlusconi e Renzi e chiunque sia di ostacolo al proprio disegno". Parola di Caio Giulio Cesare Mussolini, bisnipote del Duce già candidato alle Europee per Fratelli d'Italia, che in una serie di tweet commenta così i dati dell'ultimo rapporto Censis sul tema. Secondo Mussolini, la ricerca "svela solo il buon senso degli italiani che sono stufi di un sistema che strutturalmente non funziona e quindi vogliono stabilità, decisioni e responsabilità", scrive, utilizzando l'hashtag uomoforte. E ancora: "Avere un leader che decide - magari per un lustro o due - non è pericoloso. Anzi, è una necessità, data la velocità della globalizzazione, la forza e la durata delle leadership mondiali e le sfide che ci attendono". Per l'ex candidato FdI, inoltre, "la Costituzione del 1948 mostra più anni di quanti ne ha. Immaginò un sistema istituzionale debole in mano a partiti forti. Dal 1992 i partiti forti non ci sono più. Oggi - spiega - serve una riforma globale, magari il Presidenzialismo".

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    Alitalia atterra in manovra

    Alitalia atterra nella manovra: dopo le voci, poi smentite, che davano per certo il travaso del provvedimento nel decreto fiscale approvato idalla Camera, le norme che sbloccano il prestito ponte di 400 milioni di euro e che fissano al 31 maggio del 2020 il termine per la cessione della compagnia aerea varate lunedì scorso da Palazzo Chigi, sono tra le richieste di modifica depositate dai relatori in commissione Bilancio.Un primo pacchetto di cambiamenti - al quale lunedì mattina dovrebbe seguire un secondo - comprende anche le norme sulle assunzioni ai ministeri della Difesa, dell'Interno e della Giustizia, per la Capitaneria di porto e di 15 nuovi Avvocati dello Stato. E ancora: sono chiesti provvedimenti per la proroga per i precari del Sistema sanitario nazionale, per stanziare 15 milioni per gli istituti tecnici, per la vendita degli immobili della Difesa, per finanziare con 500 mila euro all'anno dal 2020 i teatri di proprietà dello Stato all'estero e per bloccare il fenomeno delle 'finte' prime case (ogni nucleo familiare potrà dichiarare un'unica prima casa).Tutte le proposte di cambiamento saranno votate dalla commissione Bilancio da lunedì pomeriggio con l'obiettivo di chiudere l'esame degli emendamenti in poco più di 48 ore e inviare il testo all'Aula in tempo per il via libera previsto al più tardi venerdì. Poi la manovra (in un testo blindato da possibili nuove modifiche) passerà alla Camera per essere definitivamente approvato entro l'antivigilia di Natale. È questa l'ultima versione del percorso che dovrebbe affrontare in Parlamento la legge di bilancio, dopo i rinvii dei giorni scorsi, gli stop and go in commissione, le riunioni fiume tra i partiti della maggioranza e il confronto con il governo.Nel calendario dei lavori dell'Aula del Senato l'inizio della discussione generale sul provvedimento è ancora fissato alle 12 di lunedì prossimo ma i relatori chiederanno un rinvio di alcuni giorni per votare gli emendamenti che riscrivono gran parte del testo inviato alle Camera dal governo. Drastico taglio per la plastic taxLa plastic tax (nello schema preparato nell'ultimo vertice durato oltre 15 ore) sarà ridotta dell'85% rispetto a quanto previsto ed entrerà in vigore da luglio, i fondi per i Comuni saranno aumentati di 100 milioni del 2020, di 200 nel 2021 e di 300 nell'anno successivo, la tassa sullo zucchero sarà introdotta da ottobre del prossimo anno, gli stipendi dei Vigili del fuoco saranno equiparati a quelli degli uomini e delle donne delle Forze dell'ordine grazie allo stanziamento per il 2020 di 65 milioni di euro, di altri 125 per il 2021 e di ulteriori 165 per il 2022.Con altre modifiche - frutto anche queste delle intese delle ultime ore - sarà poi formalizzato il rinvio a luglio e 'l'ammorbidimento' della tassa sulle auto aziendali (chi ha un veicolo più inquinante pagherà di più) e sarà confermato il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35 mila euro lordi all'anno: le loro buste paga mensili da luglio dovrebbero 'pesare' in media 40 euro in più.Tutte le modifiche, come detto, saranno esaminate dalla commissione da lunedì. Alle 13 partirà il tour de force per ricomporre il quadro dopo le discussioni dei giorni passati. Il testo che uscirà dalla commissione e che sarà approvato dall'Aula (quasi certamente con un voto di fiducia) sarà scritto con un inchiostro indelebile. Alla Camera resterà solo il compito di ratificare quanto deciso a Palazzo Madama, senza cambiare il testo. Se così sarà la manovra, attesa nell'Aula della Camera il 21 dicembre, potrà essere approvata in via definitiva - e con due sole letture - prima di Natale.

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    Dramma a Orbassano: anziana uccide a martellate la figlia disabile

    Una donna di 85 anni di Orbassano ha ucciso a martellate la figlia disabile di 44 e poi ha tentato il suicidio tramite assunzione di farmaci.

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    Schianto frontale a Sulmona: muoiono padre e figlio, ferito un uomo

    Due morti e un ferito è il bilancio dello schianto avvenuto nella serata di sabato 7 dicembre a Sulmona: la dinamica del sinistro è da chiarire.

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    Red Ronnie difende Salvini

    "Fortissimo Red Ronnie, parole di buonsenso!". Una difesa accorata di Matteo Salvini da parte del 'papà' del Roxy Bar, e il leader del Carroccio twitta entusiasta l'intervento di ieri su Rete 4, a 'Stasera Italia', con tanto di citazione e mascherina ad hoc di'Salvini tv'.Interpellato sull'attualità politica, ieri Red Ronnie si è lasciato andare a un identikit del numero uno della Lega, difendendolo anche dagli attacchi delle piazze negli ultimi mesi: "Salvini è un istintivo - spiega -, si dice che parli alla pancia degli italiani perché parla con la pancia. Raramente lo vedo leggere dei discorsi, e diffido da chi legge i discorsi perché vuol dire o che non gli appartiene o che glielo ha scritto qualcun altro. Nel servizio avevate messo la canzone di Vasco 'C'è chi dice no' con tutti questi nemici di Salvini. Curiosamente ho qui il disco e devo mettere un pezzo. Perché? Perché continuano a giudicarlo sul Papeete, perché era a torso nudo, perché beveva il mojito e praticamente è un po' come quello che Vasco diceva di sé stesso. A Vasco gli dicevano 'è un animale, guardate l'animale' - spiega, mentre manda in onda il brano 'Blasco Rossi' -, e Salvini oggi è un po' quell'animale che tutti dicono".  Poi la stoccata alle piazze: "Visto che siamo in termini di canzone, vorrei ricordare una cosa: tutti cantano 'Bella Ciao', 'Bella Ciao' è una canzone che va bene nella Casa di Carta. Ma cantare 'mi sveglio una mattina ed è arrivato l'invasore'...ma l'invasore chi è? E' Salvini o è qualcuno dell'Europa che ci sta invadendo, ci sta comprando, ci sta obbligando a fare cose? Io sono anarchico - sottolinea ancora -, però vedo che ci sono molte cose che non stanno andando in questo mondo, c'è qualcuno che non sa più che ore sono", dice, citando Vasco. E sulle elezioni in Emilia Romagna aggiunge: "Da queste parte come in tutta Italia c'è un unico nemico, cioè Salvini. Possono avere torto o ragione, ma sembra che tutta la politica, tutte le decisioni sono contro Salvini".

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  • Il caso dell'intervista ad Assad che la Rai non ha trasmesso
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    AGI

    Il caso dell'intervista ad Assad che la Rai non ha trasmesso

    Era tutto predisposto per la messa in onda su RaiNews dell'intervista fatta da Monica Maggioni al presidente siriano Bashar al-Assad ma, nel giro di meno 24 ore, tutto è saltato, ovvero l'intervista non è stata trasmessa. Lo apprende l'AGI in merito alla vicenda che sta assumendo sempre più i contorni di un giallo e ha suscitato l'irritazione del governo di Damasco. La presidenza siriana aveva affermato che, se il servizio non andrà in onda entro lunedì 9 dicembre, come sarebbe stato concordato tra le parti, verrà trasmesso comunque sui media siriani.Una ricostruzione della vicenda vede tutto concentrato, secondo quanto AGI ha appurato, tra domenica 1 dicembre e lunedì 2\. La giornalista ex presidente Rai e attualmente amministratore delegato di RaiCom ha proposto il servizio al direttore di RaiNews24, Antonio Di Bella, il quale l'avrebbe ritenuto interessante, tanto da attivare la redazione esteri del canale 'all news' per uno speciale da mandare il lunedì sera nel corso della rubrica Checkpoint, prevedendo un collegamento con la corrispondente da Istanbul, Lucia Goracci, e con in studio a Roma il professor Francesco Strazzari, professore associato di Relazioni Internazionali alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.Lunedì pomeriggio però, mentre Strazzari è in viaggio per Roma, apprende l'AGI, questa parte di Checkpoint viene annullata, ovvero l'intervista al presidente siriano non andrà in onda. L'intervista, scrive in una nota l'ad della Rai, Fabrizio Salini, "non è stata effettuata su commissione di alcuna testata Rai. Pertanto non poteva venire concordata a priori una data di messa in onda". Il dibattito sui media arabiDa Al Jazeera ai siti egiziani, lo scontro tra la presidenza siriana e la Rai trova grande spazio nell'informazione araba. "Le critiche di Damasco alla tv italiana per non aver ancora trasmesso l'intervista" ad Assad hanno innescato un ampio dibattito anche sui social tra le fazioni opposte. "A causa di un colloquio con al Assad, la presidenza siriana è infuriata con un canale italiano", titola Al Jazeera che cita la Reuters come fonte della notizia. Ovviamente la base è il comunicato pubblicato ieri dalla presidenza di Damasco sulla propria pagina di Facebook. Tra gli altri, il casoè' stato trattato dall'anchorman del canale qatarino, Faisal Al Qassem, sulla propria pagina Twitter (5,5 milioni di follower) e su Facebook (13,5 milioni di fan).L'ArabicPost, erede dell'Huffpost Arab, titola: "Il regime di Assad è arrabbiato con un canale italiano e lo minaccia... Aveva rilasciato un'intervista ma non è stata trasmessa". Nella ricostruzione del fatto, citando il sito All4syria.org, viene data una possibile interpretazione della vicenda: "L'Italia teme che le persone interpretino l'intervista come un riavvicinamento della posizione italiana nei confronti della Siria, specie perché nei giorni scorsi qualcuno aveva dichiarato che Roma è intenzionata a riprendere i rapporti con Damasco". Non è tutto. "Non è escluso che ciò che ha dichiarato Assad nel colloquio non sia in linea con quanto si attendono i politici italiani".Sui social il dibattito è tra chi accusa Assad di non avere riconoscimento dall'Europa perché considerato a capo di un regime sanguinario e chi invece accusa l'Europa di non voler dare anche la versione di Damasco della guerra siriana.La versione araba del sito russo Sputnik è stata tra i primi a dare la notizia. Ripresa poi dai principali siti di altri Paesi, tra cui l'egiziano Youm7 e il libanese Lebanon24. Così com'è finita sul canale allnews iraniano, Al Alam, e sulla tv irachena Al Sumaria.E il caso arriva anche in Cina. "La tv italiana rimanda la trasmissione dell'intervista ad Assad e Damasco accusa l'Occidente di nascondere la verità", titolano le agenzie stampa cinesi, Hangzou e Huanqiu. Da Pechino si dà conto del comunicato della presidenza di Damasco. "Il governo siriano accusa spesso le nazioni occidentali di tentare ancora di screditare l'attuale situazione in Siria di fronte ai conflitti in corso nel suo Paese", scrive Hangzou.

  • Morte Terracina, Segre: "Mi sento ancora più sola"
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    Morte Terracina, Segre: "Mi sento ancora più sola"

    "Con Piero Terracina ci legava una fratellanza silenziosa, tra noi non servivano parole. E ora che non c’è più mi sento ancora più sola". Con tenerezza e dolore la senatrice a vita Liliana Segre ricorda il legame con Piero Terracina, sopravvissuto come lei ad Auschwitz e scomparso in queste ore all’età di 91 anni.  "Noi ci conoscevamo da reduci. Lui era stato nel Lager degli uomini e io in quelle delle donne ovviamente. Però ogni volta che ci siamo incontrati, le tante volte che ci siamo incontrati, sentivamo proprio una fratellanza, qualcosa che ci univa. Tra me e lui, come con tanti altri come noi, non c’era bisogno di parlare. Noi dovevamo parlare agli altri ma tra di noi non c’era bisogno di farlo", il ricordo di Segre a Pagine Ebraiche. “La sua scomparsa mi colpisce molto. So che lui era molto amato e diceva sempre: ‘io non ho avuto una famiglia ma ho avuto così tante persone che mi hanno voluto bene, che mi sono state vicine, di amici, che è andata bene così. Non c’era stato bisogno di avere moglie e figli, per lui era stata stupenda l’amicizia di cui aveva goduto”. “Ora mi sento più vecchia e più sola”, le parole di Segre che, anche nel segno dell’amico Piero Terracina, ribadisce il suo impegno “a continuare a parlare d’amore. Questa è la cosa migliore, quella che mi sento”.

  • Fiumicino, picchia passeggero. Polizia individua tassista
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    Askanews

    Fiumicino, picchia passeggero. Polizia individua tassista

    Aveva chiesto applicazione tassametro, colpito da un pugno

  • Chi è Kim Basinger: vita privata e curiosità sull’attrice
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    Chi è Kim Basinger: vita privata e curiosità sull’attrice

    Pur avendo oltrepassato la soglia dei sessant'anni, l'attrice Kim Basinger continua ad essere un modello di bellezza e bravura nel mondo del cinema.