Bracciante in nero morto, Uil e Uila: indignazione non basta

Psc

Napoli, 2 set. (askanews) - "Morire di lavoro senza il rispetto delle norme basilari sulla sicurezza e senza il rispetto per la vita e la dignità dei lavoratori è inaccettabile. Ogni morte sul lavoro è un fallimento di tutti e l'indignazione da sola non basta, servono azioni concrete con l'applicazione delle leggi e con controlli severi sui luoghi di lavoro". A dirlo il segretario generale della Uil Campania, Giovanni Sgambati, dopo l'ultima tragedia sul lavoro che ha visto morire a Varcaturo, un bracciante di 55 anni, Pasquale Fusco, stroncato da un infarto mentre raccoglieva meloni.

Per Emilio Saggese, segretario generale Uila Campania e Napoli "il contrasto allo sfruttamento e all'illegalità dovrebbe rappresentare una priorità per le istituzioni che devono lottare per la piena applicazione della Legge 199, mettendo in campo azioni concrete e strutturali di prevenzione di questi orribili fenomeni che ledono profondamente la dignità della persona".

"Le morti sul lavoro, il lavoro in nero e il caporalato sono emergenze nazionali. Le vittime sul lavoro, secondo l'Inail, quest'anno ammontano a 599. I lavoratori non in regola purtroppo sfuggono da ogni statistica, rendendo questo dato ancora più grave ed allarmante", concludono i sindacalisti.