Braccio di ferro Ue-Cina sul Covid: i Paesi europei potrebbero imporre un test prima della partenza

Continua la disputa sul Covid tra Unione europea e Cina: con i viaggiatori provenienti dal territorio cinese sottoposti - ormai in molti Paesi - a tamponi anti-Covid obbligatori quando arrivano sul suolo europeo.

L'obbligatorietà del test ha suscitato le ire di Pechino, che considera questa decisione discriminatoria e "inaccettabile" nei confronti dei propri cittadini e minaccia "contromisure", ma i Paesi europei sembrano fare spallucce alle minacce cinesi.

Tassinari, Cristiano/
Volo Hong Kong-Vancouver. (4.1.2023) - Tassinari, Cristiano/

Il ministero degli Esteri tedesco, con un tweet,ha invitato i suoi connazionali ad astenersi dal recarsi in Cina, se non strettamente necessario.

Anche le autorità belghe hanno deciso di mettere in atto la raccomandazione europea.
All'aeroporto di Bruxelles, le acque reflue degli aerei provenienti dalla Cina vengono controllate, per cercare di impedire la comparsa di nuove varianti del Covid.

"La Cina continua a non essere aperta, come dovrebbe, a un confronto sui dati della pandemia e
questo giustifica l'atteggiamento prudente, ma senza isterismi verso i viaggiatori che arrivano da quel Paese.
Il ministro degli Esteri di Pechino può stare tranquillo: l'Italia è una Nazione amica della Cina, che però segue una propria linea di gestione della sicurezza sanitaria".

Nella lista dei Paesi - compresi Italia e Stati Uniti, ma anche Francia, Regno Unito, Germania e molti altri - che richiedono un test d'ingresso ai viaggiatori provenienti dalla Cina, ora si è aggiunto anche il Portogallo.

L'Unione europea tira dritta per la sua strada: il Meccanismo Integrato europeo di Risposta alle Crisi (IPCR) ha annunciato che gliStati membri dell'Ue sono "fortemente incoraggiati" a introdurre il requisito del test anti-Covid negativo fatto 48 ore prima della partenza dalla Cina.

La Germania ha già deciso di applicarlo, a partire da lunedì 9 gennaio..