Brasile, Amnesty: allevamento illegale distrugge Amazzonia -4-

red/Mgi

Roma, 28 nov. (askanews) - Gli allevatori di bestiame e i grileiros - privati che acquisiscono illegalmente i terreni - seguono un modello ricorrente per convertire la foresta pluviale tropicale in pascoli. Prima vengono identificati i lotti, poi vengono abbattuti e portati via gli alberi e infine vengono appiccati gli incendi, spesso ripetutamente, prima di seminare il terreno e portarvi il bestiame.

Tra i segnali che le operazioni stanno iniziando vi sono la costruzione di nuove strade e l'apparizione di cantieri nelle aree protette. Queste attività sono in aumento nel territorio dei nativi Uru-Eu-Wau-Wau nello stato di Rondônia, buona parte del quale si sovrappone al parco nazionale di Pacaás Novos, dove secondo un funzionario di un'agenzia per la protezione ambientale federale dal 2017 sono stati costruiti 40 chilometri di nuove strade.

Un altro segnale che gli allevatori illegali e i grileiros stanno cercando di acquisire i terreni è la recinzione e l'incendio di ampie aree della foresta. Amnesty International ha visto e testimoniato grazie a immagini registrate con un drone quanto accaduto nel territorio nativo Manoki nello stato di Mato Grosso il 23 agosto 2019.

Un leader Manoki ha dichiarato ad Amnesty International che quanto accaduto quel giorno faceva parte dei tentativi sempre più violenti di distruggere le aree protette e convertire i terreni in pascoli. Amnesty International ha osservato bestiame al pascolo in almeno sei zone diverse del territorio Manoki.

Dalle analisi dei dati dei rilevatori satellitari antincendio e dalle immagini satellitari relative ai cinque territori visitati è emerso un modello chiaro. In più occasioni, il satellite ha catturato immagini di terreni incendiati nelle aree protette vicini a quelle in cui il bestiame pascolava liberamente. In altre immagini si vedevano solchi probabilmente causati dall'ingresso recente del bestiame nelle aree precedentemente incendiate. (Segue)