Brasile, aperta un'inchiesta sull'assalto ai palazzi del potere

Mentre si cerca di fare chiarezza sull'attacco di domenica alle massime istituzioni governative brasiliane, nella capitale Brasilia il clima è teso. Unanime la condanna nazionale e internazionale della rivolta da parte dei sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Come riferisce la nostra corrispondente Anelise Borges, la risposta del governo è già chiara:

"Le autorità hanno ora ripreso gli edifici governativi presi d'assalto dai manifestanti nella capitale, scortandoli fuori dalla città. Molti di loro si erano già accampati davanti al quartier generale delle forze armate fin dallo scorso ottobre, per protestare contro i risultati delle elezioni presidenziali, chiedendo l'intervento militare e le dimissioni del presidente Luiz Inacio Lula da Silva.

Ora è stata aperta un'inchiesta, circa 1200 persone sono state arrestate finora. L’indagine in corso vuole fare luce anche su chi ha offerto il trasporto a coloro che viaggiano da altre parti del paese. I dipendenti chiedono che venga chiarito anche il motivo per cui la polizia non ha fatto di più per impedire ai manifestanti di raggiungere gli edifici governativi, compreso il palazzo presidenziale, dove il presidente Luiz Inacio Lula da Silva continua a lavorare per cercare di dare il messaggio che la situazione è di nuovo sotto controllo in Brasile.”