Brasile, Bolsonaro oscura i dati sul coronavirus: esplode la protesta

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Proteste in Brasile (REUTERS/Adriano Machado TPX IMAGES OF THE DAY)
Proteste in Brasile (REUTERS/Adriano Machado TPX IMAGES OF THE DAY)

Il Brasile è il Paese sudamericano più colpito dall’emergenza coronavirus e tra i primi per numero di morti e contagi a livello mondiale. Numeri spaventosi e in continua crescita, come ha anche ricordato Papa Francesco durante l’Angelus del 7 giugno (“in Brasile un morto al minuto”, ha detto il pontefice).

Ma il governo del leader populista Bolsonaro ha deciso di sospendere la pubblicazione del bilancio generale sui contagi e decessi. Verrà reso noto solo quello delle ultime 24 ore. Una scelta che ha sollevato la rabbia e le proteste di medici e amministratori locali, ma anche di molti cittadini.

Dal 6 giugno il sito web del ministero della Sanità con la mappa dei contagi è stato oscurato. Da sabato non viene dunque viene fornito solo il bilancio giornaliero. Già da alcuni giorni, la pubblicazione era stata posticipata dalle cinque del pomeriggio alle dieci di sera.

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Il Presidente Jair Bolsonaro ha spiegato che “i dati cumulativi non riflettono il momento in cui si trova il Paese. Stiamo adottando altre azioni per migliorare la comunicazione del numero dei casi e la conferma delle diagnosi”.

Il neo sottosegretario al ministero della Salute, Carlos Wizard, ha riferito al quotidiano O Globo che il bilancio dei decessi dovuto alla pandemia verrà rivisto poiché i dati attuali sono “fantasiosi o manipolati”. Il tutto mentre sono stati superati i 600mila casi e i 35mila morti secondo i dati della Johns Hopkins. Wizard ha messo in dubbio la contabilità fatta nelle settimane precedenti, affermando che “i media hanno riportato dati manipolati”.

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Le parole di Wizard hanno scatenato l’ira dei segretari alla sanità dei governi locali. “Il tentativo autoritario, insensibile, disumano e non etico di rendere invisibili i morti di Covid-19 non riuscirà”, si legge in una nota del Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass) che riunisce i segretari regionali per la salute. “La sua affermazione, priva di qualsiasi senso di etica, umanità e rispetto, merita il nostro profondo disprezzo, rifiuto e disgusto”.

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