Brasile: il silenzio di Bolsonaro, le proteste dei suoi sostenitori

La commissione elettorale ha decretato la sua sconfitta, i suoi alleati politici l'hanno riconosciuta, ma il vuoto intorno non ha ancora convinto il presidente brasiliano in carica Jair Bolsonaro a farsi da parte.

Bolsonaro mantiene il silenzio dopo la vittoria del suo avversario, Luiz Inácio Lula da Silva, che torna a Palácio do Planalto a 12 anni dal suo ultimo mandato.

Ma la situazione è tesa, alcuni dei sostenitori del presidente uscente negano la sconfitta e bloccano le strade.

Antoniel Almeida è uno dei manifestanti. Non accetta il cambio al vertice: "Non accetteremo di perdere ciò che abbiamo conquistato finora, vogliamo che prevalga ciò che dice la nostra bandiera: Ordine e Progresso. Non accetteremo il modo in cui sono andate le elezioni".

Anche Ezequias, camionista, non riconosce la vittoria di Lula: "Il presidente Jair Bolsonaro è stato rimosso con la forza dal suo posto e noi lo rimetteremo al potere con la forza che abbiamo, noi camionisti".

Nel frattempo il vincitore, Lula, ha dichiarato di voler governare in nome di tutti brasiliani e ha ricevuto le congratulazioni dei leader mondiali, tra cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden che ha sottolineato che la vittoria del leader della sinistra è arrivata dopo elezioni libere e corrette.

Nel tweet di Biden: "Mi congratulo con Luiz Inácio Lula da Silva per la sua elezione a prossimo presidente del Brasile a seguito di elezioni libere, eque e trasparenti. Sono impaziente di lavorare insieme per continuare la cooperazione tra i nostri due Paesi nei mesi e negli anni a venire".

Nelle ore post voto Lula ha anche incassato il sostegno in prima persona del presidente argentino.

Il presidente eletto Lula presterà giuramento il 1° gennaio: è previsto un periodo di transizione di due mesi che potrebbe essere reso difficile se Bolsonaro decidesse di non collaborare.

Come sono andate le elezioni

La rimonta non è bastata a ribaltare i sondaggi.

Jair Bolsonaro, il presidente uscente in Brasile, alla guida del partito liberale, ha perso contro Luiz Inácio Lula da Silva, rieletto per la terza volta. Ma il leader della destra è rimasto in silenzio: non ha ammesso la sconfitta di misura, con meno del 2% di voti di scarto. Un risultato elettorale che lascia aperta la porta all'incertezza.

A differenza del candidato battuto al ballottaggio, i leader di tutto il mondo si sono affrettati a congratularsi con Lula per la sua vittoria. Il presidente argentino Alberto Fernández ha raggiunto San Paolo. È un momento storico per la sinistra latinoamericana ma il risultato delle urne riflette anche la profonda polarizzazione del paese, passato dall'estrema destra di Bolsonaro al partito dei lavoratori di Lula. Difatti, Pedro Xavier, 25enne, gestore di un jazz club, spiega così la sua scelta nell'urna: "Abbiamo vissuto quattro anni di grande disumanità, disuguaglianza ed esclusione. Credo che il nuovo governo porterà un cambiamento: per questo, ho votato per Lula, oggi sono molto felice che ce l'abbia fatta", sorride. Ma il paese resta profondamente diviso. L'esultanza contrasta con la delusione e la rabbia degli avversari politici. Centinaia di camionisti pro-Bolsonaro hanno bloccato un'autostrada vicino a Rio de Janeiro per protestare contro il risultato elettorale oramai chiaro sin dalla scorsa notte.

"Sono risorto", il commento di Lula che ha già governato il Brasile e i suoi 214 milioni di abitanti tra il 2003 e il 2010. Poi ha trascorso 580 giorni in carcere per una condanna per corruzione in seguito annullata. Il ritorno al potere è fissato per il prossimo primo gennaio.