Brasile, sfida all'ultimo voto

Meglio cominciare a contare. Mancano tre giorni alle elezioni in Brasile considerate le più importanti nel Sud America dalla fine della dittatura nel 1985. E l'ex presidente alla guida del partito dei lavoratori, Luiz Inacio Lula da Silva, incassa l'appoggio di un gruppo di sindaci locali, che si aggiunge al sostegno delle classi più povere della popolazione e degli altri principali candidati sconfitti al primo turno. Ma, per gli analisti, il voto degli indecisi resta fondamentale.

Il presidente nazionalista Jair Bolsonaro accusa di corruzione la sinistra e accusa la Suprema corte elettorale di interferire in vista del ballottaggio di domenica. Senza mostrare le prove, il leader del Partito liberale sostiene che i media stiano dando più spazio ai suoi avversari: Lula è dato avanti di sette punti avanti nei sondaggi di opinione - il 2 ottobre ha ottenuto il 48,4 per cento delle preferenze -, e non è detto che Bolsonaro accetti il verdetto delle urne.