Brasile: liberata Corte suprema

Liberata la corte suprema in Brasile dopoché i sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro che si rifiutano di accettare la sua sconfitta elettorale avevano preso d'assalto anche Congresso e palazzo presidenziale nella capitale, appena una settimana dopo l'insediamento del suo rivale di sinistra, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva che promette rapresaglie durissime: "Queste persone devono essere punite in modo esemplare, affinché nessuno, mai, osi, con la bandiera nazionale sulla schiena o con la maglia della nazionale brasiliana, fingere di essere nazionalista, fingere di essere brasiliano e faccia quello che fatto oggi".

Secondo l'agenzia di stampa LUSA, centinaia di persone hanno invaso l'edificio, chiedendo l'intervento militare per rovesciare il presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Lula si è insediato una settimana fa.

I sostenitori dell'ex presidente si rifiutano di accettare che l'autocrate populista abbia perso la sua candidatura per la rielezione, sostenendo che l'elezione è stata rubata. I più accaniti hanno persino chiesto apertamente un colpo di stato militare per rimetterlo in carica, con alcuni che cercano di seminare il caos attraverso atti di vandalismo e attacchi violenti nella speranza di innescare una risposta militare.

I manifestanti hanno tentato di entrare nel Palazzo Planalto, che funge da sede del governo, ha riferito LUSA. I video sui social media mostrano molte persone all'interno del palazzo.

Le immagini che inondano reti sociali e media mostrano i manifestanti che vagano per il palazzo presidenziale, molti vestiti di verde e giallo, i colori della bandiera che sono diventati anche il simbolo del governo Bolsonaro.

Gli incidenti hanno ricordato l'invasione del 6 gennaio del Campidoglio degli Stati Uniti, qualcosa da cui molti analisti politici e la magistratura Bolsonaro hanno messo in guardia per mesi.