Brasilia, centinaia di arresti dopo l'assalto ai palazzi del potere

A Brasilia almeno 1200 sostenitori dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro sono stati arrestati dopo l'irruzione nel Palácio do Planalto, dove si trovano la sede della residenza presidenziale, del Parlamento brasiliano e della Corte suprema.

Il presidente brasiliano Lula ha definito l'attacco "una barbarie" e ha avvertito che tutte le persone coinvolte saranno "individuate e punite". Ha riunione il governo come previsto, poi, per dare un segnale di fermezza.

La rabbia di Lula

Lula si è anche scagliato contro gli agenti di Polizia presenti sul posto domenica, condannando la loro mancanza di azione quando la folla è diventata violenta.

"Hanno preso d'assalto e hanno distrutto molte cose e, purtroppo, chi è mancata a livello federale è la Polizia Militare del Distretto Federale, che non ha agito - ha dichiarato Lula - C'è stata incompetenza, cattiva volontà o malafede delle persone che si occupano della sicurezza pubblica del Distretto Federale. Non è la prima volta. Nelle immagini vedrete che è la Polizia a guidare il percorso verso Piazza dei Tre Poteri".

In un video Paulo Pimenta, ministro brasiliano delle comunicazioni, mostra gli atti di vandalismo: "Questo è un atto criminale" dice.

Bolsonaro, blanda condanna

I sostenitori di Bolsonaro affermano di aver dato vita a una "manifestazione pacifica". Chiedono di tornare alle urne perché sostengono che l'elezione di Lula non sia stata democratica.

L'ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro, che si trova negli Stati Uniti, domenica ha condannato in modo blando il tentativo di colpo di Stato promosso dai suoi sostenitori più radicali.

"Le manifestazioni pacifiche, nel rispetto della legge, fanno parte della democrazia. Tuttavia, gli atti di vandalismo e le invasioni di edifici pubblici come quelli avvenuti oggi, così come quelli praticati dalla sinistra nel 2013 e nel 2017, sfuggono alla regola", ha scritto Bolsonaro sui suoi social network.

I leader di tutto il mondo hanno condannato l'attacco e ribadito il sostegno a Lula in questo momento. Dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel a António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite sino al presidente degli Stati Uniti Joe Biden, la condanna è stata unanime.

La folla che assedia i palazzi del potere brasiliani rimanda all'assalto al Campidoglio di Washington da parte dei supporter trumpiani il 6 gennaio del 2021.

Sconcerto nelle strade di Brasilia

Mentre le cancellerie di mezzo mondo condannano l'attacco dei bolsonaristi alle istituzioni di Brasilia, per le strade della capitale del Brasile, non sembrano esserci dubbi. L'altra metà di un popolo diviso condanna l'attacco, lo fa anche chi ha votato per l'ex presidente Jair Bolsonaro.

"Questo tipo di comportamento non può essere accettato. Non sono dalla parte del vincitore (Lula), ma penso che sia ridicolo e assurdo. La democrazia va rispettata", dice un uomo.

"Non sono d'accordo con quello che è stato fatto: è vandalismo, sta distruggendo il nostro patrimonio. Se vuoi esprimere la tua opinione, devi esprimerla in un altro modo", fa una donna.

"E' qualcosa fuori dall'ordinario. Vandali che distruggono il nostro patrimonio pubblico. Penso che sia sbagliatissimo invadere ciò che è di proprietà pubblica", commenta un ragazzo.

Intanto è la Corte suprema del Brasile che scrive per prima il suo j'accuse: in 18 pagine punta il dito contro il governatore del distretto di Brasilia, mandato a casa, colpevole fino a prova contraria di criminali omissioni. Inolte tutte le manifestazioni sono state vietate fino al 31 gennaio e sono stati convocati i sindaci, i governatori e pure i generali.