BREAKINGVIEWS- Draghi arriva in soccorso in un momento Hamiltoniano per la Ue

di Lisa Jucca
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L'ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi dopo un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale

di Lisa Jucca

MILANO, 3 feb (Reuters Breakingviews) - Il signor 'Whatever it takes' è tornato in scena. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiederà a Mario Draghi di guidare un nuovo governo durante la pandemia. La scelta dell'ex presidente della Banca centrale europea avrà ripercussioni ben oltre i confini italiani. La sua credibilità e capacità garantiranno che i 209 miliardi di euro di fondi dell'Unione europea destinati alla ripresa economica dell'Italia vengano spesi in modo oculato.

Come premier, Draghi potrebbe venire in soccorso del piano europeo da 750 miliardi di euro per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia attraverso prestiti e sovvenzioni finanziati da debito europeo. Il piano della Ue ricorda la storica decisione del primo segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Alexander Hamilton, il quale decise di trasformare i debiti individuali delle colonie ribelli in debito federale.

Sotto la guida del primo ministro Giuseppe Conte, tuttavia, l'Italia ha faticato a mettere insieme un programma dettagliato per l'utilizzo dei fondi europei per rendere il Paese più ecosostenibile, più digitale e più competitivo. Ciò ha innescato uno scontro all'interno della coalizione di centrosinistra al governo, costringendo Conte a dimettersi la scorsa settimana. Dopo giorni di infruttuosi tentativi di formare una nuova maggioranza politica, Mattarella ha preso in mano la situazione e ha convocato l'eroe non eletto della crisi del debito sovrano: Maro Draghi.

Il successo della ripresa italiana è fondamentale per l'Europa. La terza economia del blocco si è contratta di quasi il 9% nel 2020 ed è probabile che il debito pubblico, già elevato, aumenti fino al 170% del Pil a causa del Covid-19.

Mettere Draghi al timone del prossimo governo italiano rassicurerebbe gli investitori e i partner della Ue: l'ex numero uno della Bce ha dimostrato la sua capacità di affrontare i problemi salvando l'euro nel 2012 attraverso misure pragmatiche e innovative. È la persona più adatta per portare il tallone d’Achille della zona euro fuori da questa nuova crisi.

Draghi ha comunque bisogno di un ampio sostegno all'interno dell'instabile parlamento italiano, che non bisogna dare per scontato: il Movimento 5 stelle anti-establishment, la più grande forza politica in parlamento, vede l'ex banchiere di Goldman Sachs come la sua nemesi e potrebbe non dare il proprio sostegno.

Per conquistare i partiti italiani, Draghi potrebbe aver bisogno di coinvolgere alcuni politici. Un governo composto soprattutto da tecnocrati, come quello guidato da uno dei suoi predecessori, Mario Monti, durante la crisi del debito sovrano, sarebbe politicamente vulnerabile e potrebbe portare a delle elezioni anticipate, provocando una paralisi politica.

Ma se Draghi riuscisse a superare le sfide politiche interne per mettere l'Italia su una salda via d'uscita dalla crisi, con un controllo efficace dei fondi provenienti da Bruxelles, potrebbe salvare l'esperimento europeo per la seconda volta.