BREAKINGVIEWS-I governi sono i nuovi investitori attivisti

di Peter Thal Larsen
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di Peter Thal Larsen

LONDRA (Reuters Breakingviews) - I governi sono i nuovi investitori attivisti. Come è successo durante la crisi finanziaria, la pandemia ha permesso agli Stati di essere maggiormente coinvolti nel settore privato. I salvataggi hanno lasciato i governi con delle partecipazioni in società in difficoltà, mentre i timori per la sicurezza hanno incoraggiato i politici a sostenere le aziende strategiche. L'ingrediente vitale, ma spesso mancante, è la buona governance.

La convinzione che i governi dovessero togliersi di mezzo e abbandonare gli affari era già obsoleta prima del Covid-19. Le privatizzazioni di massa dei servizi pubblici e dei servizi postali spesso non sono riuscite a fornire i miglioramenti promessi in termini di efficienza e servizio. I salvataggi bancari finanziati dai contribuenti nel 2008 hanno posto fine alla spavalderia delle istituzioni finanziarie.

Nel frattempo, il successo economico della Cina ha evidenziato come il capitalismo guidato dallo Stato possa essere una alternativa. All'inizio del secolo, secondo dati del Fondo monetario internazionale, le imprese statali controllavano solo il 5% degli asset delle 2.000 aziende più grandi del mondo. Nel 2018 ne possedevano un quinto.

La pandemia ha accelerato questo cambiamento. Le autorità statali da Hong Kong a Parigi hanno investito denaro pubblico in compagnie aeree costrette a terra e in altre società sull'orlo del fallimento. Le economie avanzate hanno impegnato più del 10% del Pil sotto forma di azioni, credito e prestiti garantiti, secondo le stime dell'Fmi. Gran parte di quel debito può convertirsi in azioni, lasciando i contribuenti a detenere quote azionarie, probabilmente per anni.

Anche gli Stati sono diventati più proattivi. La Gran Bretagna e la Germania hanno assunto maggiori poteri per esaminare gli investimenti stranieri, imitando il Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti. Entrambe stanno investendo direttamente in aziende che ritengono strategiche. Il governo tedesco ha investito 300 milioni di euro nel produttore di vaccini CureVac. La Gran Bretagna ha investito 500 milioni di dollari nell'operatore satellitare, fallito, OneWeb. In Italia, Cassa Depositi e Prestiti ha acquisito nel 2020 partecipazioni nella società di pagamenti Nexi e nell'operatore di borsa Euronext.

La preoccupazione maggiore è che le priorità degli azionisti statali diventino meno chiare. La pressione politica per difendere la sicurezza nazionale, sviluppare nuove tecnologie o rilanciare aree geografiche in crisi è in contrasto con i rendimenti degli investimenti. Secondo un recente documento dell'Ucl Institute for Innovation and Public Purpose, i governi dovrebbero collocare i loro asset in fondi a condizioni di mercato con istruzioni chiare per massimizzare il valore per i contribuenti. Il Temasek di Singapore e il Solidium della Finlandia sostengono che il controllo in mano al governo non debba essere sinonimo di spreco o inefficienza. Resta da vedere se altri Stati sceglieranno lo stesso approccio quando il virus sarà scomparso. Qualunque sia la strada che prenderanno, i governi saranno gli investitori da tenere d'occhio nel nuovo anno.

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((Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Cristina Carlevaro, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614))