Brescia, assolto primario accusato di omicidio volontario

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Il professor Carlo Mosca era a processo con l’accusa di omicidio volontario nei confronti di due dei suoi pazienti, deceduti a marzo 2020. Il professionista avrebbe infatti curato alcuni malati di Covid con farmaci letali per la salute. I giudici della corte d’assise di Brescia lo hanno assolto. Il primario era stato sospeso dal pronto soccorso di Montichiari (Brescia) dopo la morte dei suoi due pazienti nel corso della prima ondata da Covid-19.

Farmaci letali a malati Covid: la sentenza della corte d’assise

La sentenza a favore di Carlo Mosca è giunta dopo due ore di camera di consiglio. Il primario si trovava agli arresti domiciliari. La sentenza ha di conseguenza disposto l’immediata cessazione di tale misura. Disposta inoltre la trasmissione degli atti in procura per le calunnie verso due infermieri che avevano accusato Mosca. Il pm aveva chiesto nei confronti del medico una pena pari a ventiquattro anni di carcere per omicidio volontario.

Accuse infondate

Per quanto riguarda la difesa, era stata chiesta l’assoluzione a favore di Carlo Mosca affermando che “dietro questa vicenda ci sia tutta una macchinazione”. Il primario risultava essere ai domiciliari dal 25 gennaio 2021. Ha dovuto rispondere del reato di omicidio volontario nei confronti di due pazienti a cui Mosca avrebbe somministrato farmaci come Succinilcolina e Propofol, che risulterebbero essere “incompatibili con la vita” e che andrebbero usati prima che un paziente venga intubato. Intubazione che non sarebbe avvenuta in questi casi. Tale accusa tuttavia è stata ritenuta infondata dai giudici.

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