Brescia, detenuto in attesa di processo evade da tribunale

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Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato la richiesta di procedura disciplinare nei confronti dei consiglieri del Csm già autosospesi Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli, oltre che nei confronti dei già dimessi Luigi Spina, Gianluigi Morlini e Antonio Lepre, che dopo essersi autosospeso nei giorni scorsi, si è dimesso stamane dal Consiglio superiore della magistratura .  "Il Guardasigilli, condividendo a pieno il provvedimento del procuratore generale della Corte di Cassazione, ha avanzato ulteriori contestazioni - si legge in una nota - e continua a muoversi nel solco di quella compattezza delle istituzioni che ha promosso fin dall’inizio della vicenda che sta investendo il Csm". Secondo quanto si legge nell'atto di incolpazione con cui il procuratore generale della Cassazione ha avviato l'azione disciplinare a carico di 5 consiglieri del Csm, "appare di cristallina evidenza" la "non casualità" della riunione del 9 maggio scorso tra magistrati e politici per discutere della nomina del capo della procura di Roma, e la "preventiva sicura consapevolezza, in capo a tutti i consiglieri presenti della presenza di Luca Lotti". LEPRE SI DIMETTE - ''Respingo con fermezza ogni paragone o accostamento a chi si è reso responsabile di attività illecite o trame occulte e sottolineo di aver sempre agito nell’interesse dell’Istituzione, tentando di realizzare, fin dall’inizio del mio impegno consiliare, quanto promesso in campagna elettorale''. Lo sottolinea il consigliere del Csm Antonio Lepre, nella lettera in cui annuncia le sue dimissioni al vicepresidente del Csm David Ermini.  FORZA ITALIA: "CSM SIA SCIOLTO" - Forza Italia chiede intanto lo scioglimento del Csm. ''I gravi elementi che stanno emergendo in ordine al funzionamento e alla formazione del Csm -si legge in una nota diffusa alla stampa mentre è in corso il Comitato di presidenza di Fi a palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi- conferiscono un’immagine fortemente negativa ad un organo di rilievo costituzionale dalle funzioni delicatissime. Questo conferma in modo clamoroso quello che Forza Italia denuncia da anni: la politicizzazione e il correntismo all’interno dell’ordine giudiziario hanno condizionato e condizionano pesantemente l’attività di giurisdizione a tutti i livelli, svilendo il lavoro prezioso che tanti magistrati onesti e corretti svolgono ogni giorno lontano dai riflettori nell’interesse esclusivo della collettività".  "Si impone dunque -avverte la nota- una riforma profonda dell’ordinamento giudiziario, i cui criteri abbiamo più volte enunciato, per garantire l’imparzialità dei giudici ela parità di condizioni fra accusa e difesa che realizzino finalmente 'il giusto processo'. Nelle more, l’attuale Csm è gravato da ombre troppo serie per poter svolgerela sua funzione con la necessaria autorevolezza e imparzialità. Ci rivolgiamo dunque al capo dello Stato, massimo garante delle regole democratiche, con un rispettoso ma accorato appello affinchè proceda al più presto allo scioglimento del Csm''.  "Nello stesso tempo sosterremo con forza in sede parlamentare la proposta di una Commissione di inchiesta su quanto è accaduto e sta accadendo nel Consiglio Superiore. Chiederemo nei prossimi giorni al presidente della Repubblica un’udienza per manifestargli, anche proprio nella sua qualità di presidente del Csm, le nostre preoccupazioni e l’urgenza di un intervento all’altezza della gravità della situazione", conclude la nota

Un detenuto è fuggito dal Palazzo di giustizia di Brescia mentre era in attesa dell’udienza per l’estradizione. Secondo una ricostruzione, l’uomo, un cittadino rumeno di 31 anni, sarebbe riuscito a sottrarsi agli agenti di custodia, saltare sul cofano di un’automobile e scavalcare il muro del palazzo. Poi è scappato oltre i binari della stazione ferroviaria, facendo perdere le sue tracce. Sull’uomo pende una condanna a sette anni per rissa emessa da un tribunale rumeno.  

"Una cosa grave, che poteva creare seri problemi alla sicurezza e all’incolumità dei poliziotti, dei detenuti, dei cittadini, di magistrati ed impiegati", afferma Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia del Sappe, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria. "Mi auguro che l’evaso venga presto catturato, ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza, spesso trascurate, con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della polizia penitenziaria".