Brescia e Bergamo capitali italiane della cultura per il 2023

Asa
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Milano, 17 lug. (askanews) - Brescia e Bergamo saranno capitali italiane della cultura per il 2023. La decisione ufficiale stata presa ieri dal Senato, che ha approvato il Decreto Rilancio, rendendo cos definitiva l'assegnazione per legge. Il risultato frutto di un'alleanza che accomuna due citt, affini e spesso rivali, che hanno vissuto con l'emergenza Covid-19 uno dei periodi pi cupi della propria storia. Da qui il desiderio di risollevarsi insieme, in un percorso che veda cittadini, istituzioni e imprese accomunati dalla consapevolezza che la cultura sintetizza e simboleggia valori fondamentali per qualunque societ. Brescia e Bergamo contano, tra l'altro, due siti Unesco: l'area di San Salvatore-Santa Giulia e il Capitolium nella prima citt, le mura venete nella seconda. I tragici fatti degli ultimi mesi hanno comportato la sospensione di quasi tutte le attivit culturali, imponendo una riflessione epocale e sistemica su perch, per chi, come e che cosa significher "fare cultura" nei prossimi anni, posto che non pronosticabile il momento del ritorno a una situazione di normalit per come la si intendeva solo pochi mesi fa. Per questo le due citt e i loro territori intendono cogliere l'occasione per ripensare il proprio sistema di produzione e offerta culturale, a tutti i livelli, cooperando con il tessuto associativo e imprenditoriale, conservando e incrementare il patrimonio, attirando turisti, creando nuove opportunit di sviluppo e formazione. Dal 2016 ad oggi il progetto "Capitale Italiana della Cultura", nato dalla riproduzione dell'omologo formato europeo nato nel 1985, ha conosciuto una forte evoluzione, trasformandosi da generico incentivo all'incremento della notoriet mediatica e dell'attrattivit turistica a strumento strategico per condividere la riprogettazione di svariati asset territoriali per lo sviluppo socio-economico locale. Nel decreto Rilancio stata inserita anche una misura che proroga il titolo di Capitale italiana della cultura 2020 conferito a Parma anche al 2021. Le procedure per le candidature della Capitale 2021 saranno invece valide per l'assegnazione del 2022.