Brescia, kosovaro espulso rientra in Italia: arrestato e riespulso

Red-Alp
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Milano, 13 nov. (askanews) - I poliziotti della Digos di Brescia, coordinati dalla Direzione centrale polizia di prevenzione (Ucigos) e diretti dalla Direzione distrettuale antiterrorismo di Brescia, hanno individuato a Castelcovati (Brescia) il 52enne kosovaro Ismail Imishti, che nel 2015 era stato espulso dal territorio nazionale per terrorismo con decreto del ministro dell'Interno. Lo ha riferito la questura di Brescia, spiegando che l'uomo è stato arrestato, processato per direttissima, condannato e sono state attivate le procedure per l'espulsione, tutto nella giornata di ieri. Oltre alla convalida dell'arresto per violazione del decreto di espulsione e resistenza a pubblico ufficiale, il giudice lo ha condannato ad un anno di reclusione per i medesimi reati con sospensione della pena e nulla osta all'espulsione. Ismail Imishti cinque anni fa "si era contraddistinto per aver condiviso con il fratello Samet, classe 1971 e già domiciliato a Chiari (Brescia), idee chiaramente vicine al radicalismo islamico, tanto che in quella circostanza quest'ultimo era stato tratto in arresto in Kosovo, grazie ad una operazione congiunta della polizia italiana con quella kosovara, e condannato il 27 settembre 2019 dal tribunale di Brescia a 2 e 6 mesi di reclusione per apologia di terrorismo". Dalle indagini, che hanno beneficiato dell'essenziale contributo dell'Aise, è emerso che Ismail era riuscito clandestinamente a rientrare nel territorio italiano anche grazie all'utilizzo di documenti che sono stati sequestrati e sono al vaglio degli inquirenti. Avrebbe inoltre goduto dell'aiuto di un terzo fratello, Qerim, anch'egli irregolare, anche lui destinatario di un provvedimento di espulsione eseguito in data odierna. I due sono stati collocati presso il Cpr di Gorizia in attesa dell'accompagnamento coatto in Kosovo.