Brescia, pakistana uccisa da padre e fratello perché voleva sposare un italiano

Maria Elena Ribezzo
Brescia, pakistana uccisa da padre e fratello perché voleva sposare un italiano

Sana Cheema aveva solo 25 anni, veniva da Gujrat, in Pakistan, e da qualche anno viveva a Brescia. È stata sgozzata dal padre e dal fratello nella sua città d'origine, dove era tornata per ribadire che avrebbe sposato il suo compagno italiano.

Una storia tragica, rivelata dal Giornale di Brescia, che in Italia sta già sollevando un'ondata di polemiche. "Quanta tristezza - scrive su Facebook Matteo Salvini, protagonista in questi giorni del dibattito su un nuovo governo che potrebbe chiudere le porte a nuovi arrivi di migranti - quanta rabbia". La definisce una "povera ragazza, sgozzata perché voleva semplicemente essere libera. In Italia - ribadisce fugando ogni dubbio - nessuno spazio per chi viene a portare questa 'cultura'". Fossero confermate le cause dell'omicidio, gli fa eco il compagno di partito Paolo Grimoldi, "sarebbe la conferma che in 12 anni un certo Islam, quello più oltranzista, in Italia non ha fatto progressi, non è diventato più moderato e conciliante ma è rimasto su posizioni estreme che non si possono conciliare con il nostro modo di vivere e rendono impossibile un'integrazione, da parte di certi islamici, che non diventi sottomissioni da parte nostra".

Per la leader di Fdi Giorgia Meloni, Sana è "vittima di un fondamentalismo tribale che considera la donna un essere inferiore all'uomo, da uccidere come fosse carne da macello". "Da queste 'culture' che piacciono tanto alla sinistra - dice - non abbiamo niente da imparare". Sulla questione interviene anche Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia: "L'islam estremo - afferma - non è compatibile con i valori e con la cultura dell'Occidente, e gli ultimi fatti di cronaca lo dimostrano chiaramente". Secondo l'esponente azzurro "dopo un fatto di tale gravità, l'integrazione degli islamici più conservatori nelle società occidentali appare più lontana che mai, un obiettivo quasi irraggiungibile".

L'episodio ricorda l'omicidio di Hina Saleem, uccisa nell'agosto del 2006 dai familiari a Ponte Zanano (sempre nel bresciano), e seppellita nel giardino di casa. La famiglia non accettava la sua volontà di vivere e vestire 'all'occidentale'.