Brescia zona arancione rafforzata, escalation casi in 15 giorni

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Escalation di contagi da Sars-CoV-2 nelle ultime due settimane a Brescia con un numero di nuovi positivi segnalati in poco più di un mese e mezzo, dall'1 gennaio al 22 febbraio, pari a 20.373. Sono i numeri di Covid-19 nella provincia di Brescia, che si appresta a entrare in zona arancione 'rafforzata'.

Una stretta legata alla necessità di mitigare e contenere la corsa del virus nell'area, visti i grafici che mostrano una curva che, proprio negli ultimi 15 giorni, si fa più ripida: 4.281 i positivi censiti nella settimana appena trascorsa, dal 15 al 21 febbraio; erano 3.241 in quella precedente dall'8 al 14 febbraio (cioè 1.040 in meno), e 2.436 nella prima settimana di questo mese dall'1 al 7 febbraio (805 in meno). Il minimo, dopo la seconda ondata, si era toccato tra il 21 e il 27 dicembre, quando i casi settimanali erano 1.513. Ora i segnali parlano chiaro: nuova risalita. Anzi, come ha spiegato in consiglio regionale Guido Bertolaso, consulente della Lombardia sul piano vaccinale, si può dire che a Brescia è "praticamente partita la terza ondata".

Si è parlato anche di saturazione delle terapie intensive nell'area di Brescia. Dà un'idea di quello che significa in termini concreti il direttore generale dell'Asst Spedali Civili, Massimo Lombardo, che spiega all'Adnkronos Salute: "Oggi noi abbiamo dedicato a Covid 29 posti letto di terapia intensiva e ne abbiamo occupati 28, quindi con tasso di saturazione del 96,5%. Se arrivano altri pazienti dobbiamo aprire altri letti di terapia intensiva".

Come ha spiegato Bertolaso, "il direttore generale Welfare della Regione, Giovanni Pavesi, ha dato disposizioni questa mattina, sentita la vicepresidente" e assessore al Welfare Letizia Moratti, "di elevare il livello di attenzione di attività delle rianimazioni da 3 a 4, per cercare di organizzare tutta la struttura di assistenza sanitaria ospedaliera in modo da fronteggiare questo problema. Le rianimazioni di Brescia sono già sotto stress e Areu sta già trasferendo casi presso le rianimazioni delle province limitrofe".