Brexit, 29 marzo via libera all’iter per l’uscita dalla Gran Bretagna dall’UE

A nove mesi dalla Brexit, ora i cittadini britannici hanno una data. La premier Theresa May ha annunciato che il 29 marzo il governo del Regno Unito attiverà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, notificando ufficialmente la volontà di uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Una scadenza fissata l’autunno scorso dalla stessa May, e che dopo alcune resistenze, ha ottenuto il via libera del Parlamento e la firma della regina Elisabetta.

PM: As we leave the European Union I will work to deliver a deal that works for the whole of the UK. Find out more: https://t.co/bayYd4b6Tw pic.twitter.com/15CTs3NO6O— UK Prime Minister (@Number10gov) 20 marzo 2017

The Government has announced that it will trigger Article 50 on March 29 – to build a stronger, fairer Britain https://t.co/5z3UcOtTT8 pic.twitter.com/Wdg9j8v1fy— Exiting the EU Dept (@DexEUgov) 20 marzo 2017

Intanto Downing Street la prossima settimana invierà una lettera ai 27 stati membri della UE, da quel momento serviranno due anni circa perché la Brexit sia effettiva, con relative discussioni tra autorità europee e britanniche per stabilirne i termini e le modalità.

#UPDATE UK to formally trigger Brexit on March 29 https://t.co/ZbtlkpRyo2 pic.twitter.com/7WV1glDO3l— AFP news agency (@AFP) 20 marzo 2017

Se tutto andrà come previsto, il Regno Unito uscirà ufficialmente dalla UE entro il 29 marzo 2019, a meno che entrambe le parti, Londra e Bruxelles, non decidano di prolungare la trattativa. Senza contare sul negoziato pesa ora la proposta di un referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito, avanzata dalla premier Nicola Sturgeon.

Da Bruxelles fanno sapere di essere pronti al negoziato, come dichiarato dal portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, confermando che sulla data l’esecutivo è stato informato in anticipo da Londra. “Siamo pronti a iniziare” ha aggiunto Schinas, specificando che la richiesta formale sarà indirizzata al Presidente del consiglio europeo Donald Tusk.

Intanto Oltremanica crescono i timori di una disintegrazione del Regno Unito. Secondo alcuni sondaggi della City il 54% dei britannici ritiene questa eventualità alquanto probabile.

PM: In our negotiations with the EU, we should be working together to get that right deal for Scotland and that right deal for the UK. pic.twitter.com/FANF2NeeLK— UK Prime Minister (@Number10gov) 16 marzo 2017

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