Brexit, accordo raggiunto anche dopo i “no” dei leader del Dup

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Accordo raggiunto sulla Brexit. Ad annunciarlo nella mattinata di giovedì 17 ottobre 2019 il portavoce della Commissione UE Jean-Claude Juncker, nonostante nelle ultime ore i leader del Partito Unionista Democratico dell’Irlanda del Nord avessero criticato l’intesa.

Brexit, c’è l’accordo con l’UE

“Abbiamo un nuovo grande accordo che riprende il controllo: ora il Parlamento dovrebbe concludere la Brexit sabato, così possiamo passare ad altre priorità come il costo della vita, il servizio sanitario nazionale, i crimini violenti e il nostri ambiente” ha scritto entusiasta su Twitter il premier Boris Johnson.

Occhi puntati quindi ora sulla Camera dei comuni, visto che poco prima di questo annuncio il Dup (Partito Unionista Democratico), che conta 12 deputati eletti, ha fatto sapere che difficilmente ratificherà il tipo di intesa che si stava chiudendo a Bruxelles.

VIDEO - Chi è Boris Johnson?

“Allo stato attuale non possiamo appoggiare ciò che viene suggerito riguardo alle questioni doganali e del ‘consent’, e manca chiarezza sull’Iva”, avvertono infatti su Twitter la leader Arlene Foster e il suo vice Nigel Dodds. I due comunque assicuravano: “Continueremo a lavorare con il governo per cercare di arrivare ad un accordo ragionevole che funzioni per l’Irlanda del Nord e tuteli l’integrità economica e costituzionale del Regno Unito”.

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Il nodo Irlanda del Nord

Attualmente l’ipotesi in campo sarebbe quella di creare un confine via mare tra la Gran Bretagna e l’isola irlandese. In questa maniera, l’Irlanda del Nord rimarrebbe di fatto nell’unione doganale della UE e non ci sarebbe alcun confine fisico. La soluzione però non soddisfa i vertici del Dup perché con questo tipo di accordo l’Irlanda del Nord non avrebbe la possibilità di trattare sui “dazi” dell’UE.

“Vogliamo un patto. Ma deve essere un patto che rispetti l’integrità economica e istituzionale del Regno Unito. Il che vuol dire tutto il Regno Unito, compresa l’Irlanda del Nord” chiarisce quindi Arlene Foster, anticipando che allo stato attuale il voto del Dup in Parlamento sarebbe “no”.

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